Eccellenza: per le galluresi due vittorie, altrettante sconfitte e un pareggio
Sorrisi e una ripartenza col piede giusto, dopo la sosta per la finale di Coppa Italia, solo per due squadrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Due vittorie, altrettante sconfitte e un pareggio: è questo il bilancio del 4° turno di ritorno per le cinque rappresentanti galluresi nel campionato di Eccellenza.
Il mese più corto e malandrino dell'anno, così viene definito febbraio, ha regalato sorrisi e una ripartenza col piede giusto, dopo la sosta per la finale di Coppa Italia, soltanto a 2 di esse: la capolista Ilvamaddalena e il ritrovato Buddusò.
Il gruppo guidato da Sandro Acciaro ha fatto sua la gara interna con l'Iglesias, reduce dalla vittoria in Coppa, ai rigori, sul Tempio. Il gol partita è stato da antologia, siglato da Piassi, ma giunto a conclusione di una geometria calcistica da manuale del calcio. Con questo successo gli isolani consolidano la vetta con 36, con un vantaggio di 2 punti sulla Nuorese 34, che si è ripresa la piazza d'onore.
Il Buddusò, ora con 24, fedele al detto "anno nuovo, vita nuova", ha inanellato nel primo mese dell'anno ben 4 vittorie, che lo portano attualmente fuori dalla zona play out.
Passando all'unico pareggio di giornata, ci approcciamo al discorso Tempio, che merita un'analisi approfondita: il 2-2 finale, ottenuto in rimonta, dai "galletti" in quel di Santa Maria Coghinas, ha messo in evidenza il momento delicato che stanno attraversando, su più fronti. Sugli scudi un Samuele Spano in grande spolvero: prima ha servito un assist al bacio a Lemiechevsky per il gol della speranza, e poi, lui stesso, ha trasformato con freddezza il calcio di rigore che è valso il pari.
Che in quest'ultimo periodo le cose per il Tempio non vadano per niente bene lo dicono i numeri, ma allo stesso tempo, perlomeno l'obiettivo play off può essere centrato. Non ci devono essere però, ad iniziare da domenica a Carbonia, altri passi falsi e neppure mezzi.
Ricalpestare l'erba, naturale o sintetica, di un campo dell'alta Gallura: Tempio in testa, ma anche Calangianus o Luras , non può e non dev'essere un "sogno", ma una realtà da raggiungere. Oltretutto ai piedi del "Limbara", specie in questa stagione, si respira un aria salubre e frizzantina, che può contribuire non poco, a chiarire le idee un po’ a tutti: a partire dalla dirigenza, per continuare con lo staff tecnico fino a toccare anche i giocatori.
Concludendo parliamo delle due perdenti: che il Taloro Gavoi quando "fiuta" segnali di pericolo sia capace di cambiare pelle, non lo diciamo noi, ma è una storia che abbiamo conosciuto, in ambito calcistico, già da un quarto di secolo. Porta all'ennesima potenza determinazione, carattere ed agonismo, e a farne le spese, in questa occasione, è stato il Calangianus.
E questa è una dote che indica grande attaccamento ai colori sociali e gratitudine e rispetto verso il paese che rappresentano. A chiudere il Santa Teresa: reduci da ottimi risultati che hanno fatto sì che la classifica si portasse, perlomeno sul quasi sereno, ieri a Nuoro, dopo i fasti di "Buoncammino " e non solo si sono dovuti arrendere al maestoso "Redentore".
