Dallo scontro con l’imbattuta capolista Ossese il Santa Teresa esce a mani vuote, ma la prova offerta al Buoncammino domenica nel match dell’8ª giornata di ritorno di Eccellenza, perso 0-1, fa ben sperare.

«Avrei voluto vedere a Carbonia l’atteggiamento visto contro l’Ossese. Poi, un episodio ci ha condannato, ma ce la siamo giocata alla pari con quella che insieme all’Ilvamaddalena è la squadra più forte del campionato», spiega l’allenatore dei galluresi Fabio Levacovich.

«Dobbiamo fare mea culpa per l’episodio del gol, lì ci è mancata un po’ di esperienza, ma in linea di massima sono soddisfatto sia per l’atteggiamento che per la prestazione: meritavamo quantomeno di non perdere, anche perché il gol è arrivato dopo che avevamo avuto due occasioni per passare in vantaggio», aggiunge il tecnico del Santa Teresa, alla seconda sconfitta consecutiva e quartultimo con 25 punti, in zona playout, in una classifica cortissima a sette giornate dal termine della stagione regolare.

«Bisogna stare un po’ più attenti, è un peccato macchiare con un episodio una prestazione del genere: con un punto avremmo guadagnato terreno rispetto a chi ci insegue e a chi abbiamo davanti», insiste Levacovich, che conclude: «Dobbiamo metterci qualcosa in più, giocare ogni partita come se fosse una finale e sperare sempre di fare risultato: se andremo a giocare con questo atteggiamento a Lanusei e poi in casa con la Ferrini, e così a seguire, ci si può tirare fuori da questa situazione».

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