Eccellenza, a Santa Teresa già si pensa alla prossima stagione
Levacovich ammette: «Mi piacerebbe restare, la salvezza è il risultato dell’impegno di tutti»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La salvezza conquistata ai playout contro il Buddusò rilancia le quotazioni in ottica futura del Santa Teresa, che potrebbe iniziare a programmare la prossima stagione in Eccellenza con largo anticipo.
«La prossima settimana faremo il punto con la proprietà: la verità è che mi piacerebbe rimanere, a Santa Teresa mi sono trovato benissimo e ripartire dallo zoccolo duro della squadra di quest’anno non sarebbe affatto male», svela l’allenatore Fabio Levacovich, chiamato a fine novembre al posto dell’esonerato Celestino Ciarolu per risollevare le sorti dei biancocelesti, all’epoca penultimi in classifica con 7 punti dopo undici giornate.
Aver ritrovato l’Eccellenza dopo 27 anni con l’acquisizione del titolo sportivo dal San Teodoro Porto Rotondo e un salto di tre categorie è “costato” ai galluresi il difficile avvio, ma individuata la rotta la squadra ha tenuto botta chiudendo in crescendo e sfiorando la salvezza diretta, mancata per appena un punto. «Il bilancio è positivo: abbiamo avuto un calo secondo me fisiologico che ci ha impedito di chiudere prima il discorso, ma non abbiamo mai perso la bussola in un campionato che si è rivelato aperto fino alla fine, e per questo molto bello», dice ancora Levacovich.
«Quella conquistata ai playout con due vittorie tra andata e ritorno è una salvezza meritatissima: il Buddusò ha valori, giocatori attaccati alla maglia e giovani interessanti, ma noi abbiamo fatto il nostro - aggiunge il tecnico sassarese – Alla fine, si sono congratulati con noi con tanto di striscione: è una cosa bellissima e un bel segnale, che non si vede spesso su un campo da calcio».
Infine, le congratulazioni alla squadra. Ma non solo. «Ai ragazzi ho detto che devono essere molto orgogliosi, perché nessuno gli ha regalato nulla, ma questo risultato – conclude Levacovich – è frutto anche della gestione societaria e dell’impegno di una dirigenza non ci ha fatto mancare nulla, e di un pubblico che non ci ha mai lasciati soli».
