Camicie leopardate e ricci ribelli, i Mad-Dog cambiano pelle e diventano più glam che mai: per il terzo Live di X Factor, nella “Jukebox Night”, la serata “macchina del tempo” dedicata ai grandi classici degli anni Sessanta e Settanta, i quattro ragazzi sassaresi hanno affrontato “Rebel Rebel”, uno dei brani più iconici del gigante David Bowie, inno di chi non ha paura di vivere sopra le righe e di rivendicare il proprio diritto a essere liberi.

Una sfida tutt’altro che semplice per i giovanissimi Renato Marchisio, Davide Dore, Jacopo Sale e Luca Pintus: «Musicalmente non mi preoccupa, è la vostra cosa», aveva spiegato la loro giudice Paola Iezzi alle prove. «Ma per interpretare questa canzone al meglio serve essere trasgressivi, più hot». Nessun problema per i trasformisti Mad-Dog che, per arrivare pronti all'appuntamento, si sono cimentati pure con salti e jumping jack. E poi via al reparto trucco e parrucco, stasera più importante che mai: ed eccoli in versione Ziggy Stardust, con pantaloni aderenti a zampa d'elefante, capelli modellati con il gel e l'immancabile ricciolo sulla fronte. Una svolta che, in fondo, non è affatto così lontana dal loro universo musicale: lo ricorda il logo sulla batteria che richiama “Shame on Youth”, il loro primo album autoprodotto in casa, con cui sperimentando l’indie rock e le influenze brit urlavano la loro voglia di libertà. E come aveva previsto Paola, la performance è perfetta, come quello storico e inconfondibile riff di chitarra.

«Non vi avevo riconosciuti, vi siete messi in gioco», il commento di Irama. «Mi è piaciuto sentirvi un po' crudi. Il sex appeal ha fatto capolino e non guasta», i complimenti di Francesco Gabbani. Anche Jake La Furia ha promosso la nuova veste: «Mi piace questa “sporcatura”, cominciavo ad averne bisogno». La soddisfazione più grande, naturalmente, è arrivata da Paola Iezzi: «Siete stati belli e ribelli». E al pubblico il messaggio arriva forte e chiaro: ad andare al ballottaggio toccherà di nuovo a Lenanie, che deve salutare il palco di X Factor, e a Manu.

Un tifo ancora più speciale arriva da Sassari, con i bambini e i ragazzi ricoverati nel reparto di Pediatria dell'Aou che hanno preparato disegni e cartelloni per incoraggiarli. Tra i messaggi, quello di un piccolo paziente: «Spero di essere dimesso per la finale, così potrò godermi la vostra vittoria». Un augurio che vale più di una standing ovation, firmato dagli alunni della scuola in ospedale, e per i quattro musicisti la corsa a X Factor continua con una motivazione in più: regalare un sorriso a chi sogna di poterli applaudire ancora, magari fino a giovedì 3 dicembre alla finale all'Unipol Forum di Assago. Essere belli e ribelli, questa volta, significa anche questo.

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