Ussana, il 28 febbraio debutta "Sottosuono" a Campidarte
Il festival è dedicato a musica e culture underground, con una prima edizione dedicata alla questione delle carceriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Riportare le persone in uno spazio fisico, dove il dialogo sostituisce l'algoritmo: debutterà il 28 febbraio a Campidarte di Ussana il nuovo festival indipendente "Sottosuono", dedicato a musica e culture underground. Promossa dalle associazioni Void, Asarp e Brebus con il contributo di Fondazione Sardegna, la prima edizione è sottotitolata "Carceri, musica e arte come evasioni", in una riflessione sugli spazi di prigionia anche oltre le sbarre, fra laboratori, incontri, concerti e dj-set, andando a pesare le responsabilità collettive e le alternative possibili.
Nell'idea che le comunità dell'underground siano gli ultimi spazi dove generare in maniera autentica linguaggi, suoni e nuove prospettive, "Sottosuono" guarda alla musica come nesso indispensabile per costruire scambi critici e produttivi, non soltanto su arte e pratiche creative, ma anche su tematiche che oggi più che mai – dati anche i discussi problemi della Sardegna come "isola carcere" – riempiono le nostre vite.
Il programma di sabato 28
Le porte dell'agriturismo-club apriranno alle 15, accogliendo i primi visitatori con i workshop gratuiti su fotografia, editoria e musica, a cui seguiranno alle 17 i talk, cuore pulsante dell'evento. Si partirà con la tavola rotonda sulla detenzione in Italia e nell'Isola, sulla salute mentale e sui percorsi di recupero, negli interventi della Garante regionale dei detenuti Irene Testa, lo psichiatra Vito D'Anza, il portavoce di Asarp Alessandro Montisci, la squadra di Futura Tech Music e la cooperativa sociale Elan. Chiuderà il dialogo tra lo psicoterapeuta e artista Moreno Murgia e il rapper Matteo Gorelli (in arte Mamma), sulla musica come strumento per la prevenzione sociale e, soprattutto, l'inclusione.
Alle 19 spazio alla musica, in una scaletta che include poetica, elettronica, post-rock, rap e sperimentazione. A dare il via Caralis Poetry Slam, collettivo cagliaritano di poesia performativa che offrirà una riflessione sulle carceri, con ospite l'interprete veterano Daniele Valenti, in arte "Gnigne". Dalla parola si passerà alla musica con l'elettronica lo-fi, eterea e multimediale di Control Z, seguita dal post-rock matematico, cinematografico e ruvido dei Fөrms e dall'hip hop verboso, aritmico e commovente di Mamma, la cui esperienza di vita ha drammaticamente a che fare con il tema della serata.
E proprio questo lo rende la voce più adatta possibile al palco, prima di cedere il posto all'italo-tedesco Emma: parte della nuova ondata globale di hyperpop, il giovane artista mescola grunge, hardcore elettronico, indie, pop punk e musica glitch in uno stile tipico delle recenti avanguardie di 2Hollis e Jane Remover, e che ha già infiammato festival di musica alternativa partecipatissimi nella penisola, come Mi Ami e Poplar. A concludere una serata già densa di musica e arte, le selezioni musicali curate da Mudra, Alo Cocco e Irregular Alpha fino a notte fonda.
