"E' meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anzichè di un mostro, cretina e senza una lira". E' uno dei tanti tormentoni lapalissiani e surreali lanciati da Massimo Catalano, trombettista e viveur di "Quelli della notte", morto dopo una lunga malattia nella sua villa ad Amelia, in Umbria. "Siamo tutti mobilitati, noi appassionati vecchi musicisti del jazz. La perdita di Massimo è importante. Rimarrà nel nostro lessico, resta il re della banalità. Ormai è diventato un must dire: è una catalanata", commenta Renzo Arbore, che lo aveva scoperto e lanciato dopo averlo conosciuto a Napoli "quando venne a fare una serata. Entrambi - aggiunge - venivamo dal jazz tradizionale e quando sono venuto a Roma abbiamo suonato insieme e trascorso delle nottate meravigliose a casa mia. A Quelli della notte era spiritoso. Mi disse 'non vorrei solo suonare la tromba' e così gli domandai 'sai dire delle banalità?'. Cominciammo a scherzare e vennero fuori frasi come 'è meglio essere ricchi e sani che poveri e malati', 'è molto meglio essere giovani, belli e in buona salute, piuttosto che essere vecchi, brutti, poveri e malati'. Così - prosegue Arbore - quando ho fatto "Quelli della notte", dopo un po' è diventato uno specialista. Tanto è vero che nelle mie tournee degli inizi, me lo portavo con me e lui faceva dei piccoli numeri parlati".

Poi sottolinea: "La sua eclissi non era dovuta a un calo di popolarità. Si era volutamente ritirato, preferiva vivere in campagna, con la moglie e gli amici". Di Catalano si ricordano soprattutto la passione, l'ironia e il sorriso. Nato a Roma nel 1936, prima di debuttare in tv con Arbore fu il trombettista dei Flippers, un gruppo musicale che nei primi anni Sessanta ebbe un grandissimo successo, lanciando in Italia il cha cha cha e vendendo 4 milioni di dischi. Oltre a Catalano alla tromba, la band era composta da Franco Bracardi al pianoforte, il fratello Maurizio Catalano al contrabbasso, Romolo Forlai al vibrafono e alle percussioni, Fabrizio Zampa alla batteria e, per un anno, nel 1961, Lucio Dalla al clarinetto.

"Massimo era la simpatia in persona anche fuori scena", ricorda Nino Frassica, altro protagonista di "Quelli della Notte". "All'epoca - racconta l'attore - mi chiamò Minoli per condurre un programma su Rai2, 'Ritira il premio'. Volli Massimo con me. Con lui il divertimento era assicurato e continuo. Massimo era l'unico di noi che nel programma di Arbore aveva un doppio ruolo: si alzava dal divano e diceva le sue 'catalanate'. Poi andava a suonare la tromba nell'orchestra che si chiamava Senza vergogna".

Sconvolta dalla notizia Marisa Laurito: "Massimo era uno di noi in un periodo davvero fortunato. Una persona cara che non c'è più, un testimone di tempi meravigliosi dello spettacolo", dice dell'ex compagno di avventure. "Quest'anno c'è stata un'ecatombe - aggiunge l'attrice, anche lei lanciata da Arbore in Quelli della notte -: è andata via Mariangela Melato e poi il giornalista Aldo De Luca, anche lui un caro amico di noi tutti". Massimo Catalano sarà cremato. Non sono previsti funerali, secondo le sue volontà.
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