“Toy Story 5”, i giocattoli incontrano la tecnologia: Woody cambia volto e divide i fan
L’arrivo nelle sale è previsto per il 17 giugnoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per chi ha amato il primo, indimenticabile classico, così come per chi ha cominciato ad apprezzarlo solo negli ultimi anni, il franchise di “Toy Story”, frutto del lavoro congiunto di Disney e Pixar, continua ad attrarre un seguito di fedelissimi che - anche tra coloro che nel frattempo sono diventati adulti - si riconoscono in un immaginario dove i giocattoli rispecchiano i più autentici sentimenti di affetto e fiducia. Il tutto ispirando, sulla base di questi princìpi, le normali relazioni umane, senza al contempo rinunciare a una sana dose di divertimento.
Pur essendo arrivato con “Toy Story 3” alla chiusura di una trilogia pressoché perfetta, lo studio d’animazione ha deciso - con una scelta per molti controversa - di portare avanti la serie dando vita al convincente “Toy Story 4”, uscito nel 2019, e preparandoci all’ormai imminente “Toy Story 5”. Atteso nelle sale il 17 giugno, il quinto capitolo della saga con protagonisti gli immancabili Woody e Buzz ha fatto immediatamente discutere, a cominciare dalla rottura con una storica tradizione: il titolo, infatti, è il primo a essere classificato con un rating PG, ossia consigliato alla visione in compagnia di un pubblico adulto.
La scelta ricade certamente sui contenuti alla base della trama. Per la prima volta, infatti, il mondo dei giocattoli verrà ostacolato dalle nuove tecnologie digitali, che minacciano di stravolgere completamente l’esperienza ludica dei bambini nelle varie fasi della crescita. In questo quadro assisteremo alle vicende della piccola Bonnie che, all’età di soli otto anni, finirà ossessionata da Lilypad, un tablet dall’aspetto di una rana, per cui svilupperà presto una forte dipendenza. Ciò innescherà fin da subito la competizione tra i nuovi dispositivi e i “vecchi” giocattoli, questi ultimi con la concreta paura di finire dimenticati per sempre.
In occasione di un’intervista a Empire, il regista Andrew Stanton ha espresso con chiarezza il concetto alla base del film: «Succede sia agli adulti che ai bambini. Semplicemente vince. Questo era l'approccio più interessante: non c'è competizione. Immaginate un bambino che gioca con i suoi giocattoli, inserite un dispositivo con schermo e vedete cosa succede. E così abbiamo colto al volo questa realtà, rappresentando in modo giocoso Il problema principale che ci assillava da tempo e il modo in cui la tecnologia ha soppiantato il gioco nella vita reale. Lilypad rappresenta proprio il problema che dobbiamo affrontare».
Già dal trailer uscito lo scorso febbraio abbiamo potuto notare un Woody con un look differente, in particolare per un dettaglio piccolo ma significativo. Tornato a casa di Bonnie per riunirsi ai suoi vecchi amici, anche dopo aver scelto nel precedente film di allontanarsi e imboccare la propria strada, il cowboy mostra una testa lucida e senza capelli, dall’aspetto simile a quello di una calvizie. Un dettaglio che, inevitabilmente, ha catturato l’attenzione dei fan e acceso la discussione sul web.
A chiarire la questione ci ha pensato perfino Tom Hanks, attore premio Oscar e storica voce del personaggio, che nella sua ultima intervista a Entertainment Weekly ha ritenuto «un’esagerazione» parlare di diradamento, preferendo invece definirlo «un capo consumato» che «è stato usato troppo». Entrando nello specifico, ha aggiunto: «Se metti un cappello di gomma su una testa di gomma ripetutamente, qualcosa prima o poi si consuma. Quindi, sì, ha... diciamo una zona consumata sulla nuca». Ma questo non è il solo particolare fisico a essere mutato: i più attenti, infatti, avranno notato il personaggio con una corporatura più piena. Anche qui, la star ha chiarito: «Il corpo non è fatto di plastica. È fatto di imbottitura e stoffa, e questi materiali col tempo si assestano».
Come già accennato, non tutti hanno accolto positivamente la scelta di proseguire il franchise dopo l’uscita del terzo capitolo. Fra i tanti detrattori compaiono anche nomi illustri, come quello di Jack Black. La star di “School of Rock” e frontman dei “Tenacious D” ha dichiarato sulla questione, in un’intervista a due con Paul Rudd per “Agree to Disagree”, che la compagnia avrebbe commesso un errore nel portare avanti la storia con “Toy Story 4”. Senza mezzi termini, ha affermato: “Toy Story 3 era fantastico. Poi hanno rovinato tutto con Toy Story 4”.
Ciononostante, Stanton ha già anticipato che la saga continuerà anche dopo l’uscita del quinto episodio, suggerendo - in un’anteprima di “Toy Story 5” pubblicata su Entertainment Weekly - che il materiale narrativo a disposizione sarebbe già sufficiente per realizzare ulteriori sequel e sostenendo con convinzione: «Sento che si può andare avanti». Dopotutto, le premesse alla base di “Toy Story” possono dare vita a spunti infiniti: «Ciò che mi ha fatto impazzire è stato il fatto che possiamo abbracciare il tempo che passa. Altre storie non hanno questo lusso».
