“The Office”: Jenna Fischer ricorda i tempi in cui la serie non era ancora un fenomeno globale
Lo show televisivo del 2005, creato da Greg Daniels e Ricky Gervais, ha imparato presto a distinguersi per il suo stileThe Office (Ansa)
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Chi si è lasciato intrattenere dalle atmosfere esilaranti, surreali e sopra le righe di “The Office”, difficilmente potrà mai dimenticarsene. Lo show televisivo del 2005, creato da Greg Daniels e Ricky Gervais, ha imparato presto a distinguersi per il suo stile peculiare, simile a quello di un mockumentary, ritraendo le normali giornate lavorative dei dipendenti di un’azienda specializzata nella produzione di carta.
Tra situazioni ad alto contenuto umoristico e personaggi dalla forte caratterizzazione - indimenticabili, a questo proposito, il direttore Michael Scott, interpretato da Steve Carrell, e l’impiegato Dwight Schrute, affidato a Rainn Wilson - la serie ha ricevuto un eccellente riscontro già dal suo debutto, vincendo, nel corso degli anni, due Screen Actors Guild Award e un Golden Globe per l’interpretazione di Carell e riesplodendo, a partire dal 2018, grazie a una nuova distribuzione sulle piattaforme Prime Video e, successivamente, Netflix.
Riconosciuto ormai come uno degli show più iconici del panorama televisivo, “The Office” ha conquistato il cuore degli spettatori grazie innanzitutto alla sua peculiare verve comica, capace di mostrare le imperfezioni umane senza inutili restrizioni. Oltre a ciò, hanno convinto l’originalità dei suoi elementi creativi e la scelta di un cast pienamente azzeccato. È intervenuto a questo proposito, in un’intervista risalente allo scorso giugno, l’inconfondibile Rainn Wilson, che, rapportando l’humour di “The Office” alla nostra epoca, ha sottolineato quanto possa essere difficile, a più di dieci anni dall’episodio conclusivo, proporre oggi un prodotto tanto scomodo e irriverente.
Ha affermato a riguardo: «Penso davvero che oggi sarebbe difficile realizzare The Office. Credo che sarebbe complicato essere politicamente scorretti come lo eravamo allora. E, in parte, mi manca quel tipo di libertà». Spiegando quanto il successo dello show dipenda dal modo in cui ha saputo ritrarre il senso di inadeguatezza sociale, ha aggiunto: «Abbiamo costruito tantissime gag su quel tipo di comportamento e ne sono usciti momenti davvero esilaranti, ma anche molto inappropriati. Michael e Dwight non avevano alcuna consapevolezza di sé. Erano spesso offensivi senza nemmeno rendersene conto. Ma proprio questo era il motore della comicità. Anche se il pubblico capiva che quei personaggi erano degli idioti, non sono sicuro che oggi certe situazioni verrebbero accettate allo stesso modo».
Considerazioni che richiamano, non a caso, quelle espresse in una puntata del podcast “The Last Laugh” nel 2025, quando, citando nello specifico la puntata natalizia ambientata a Benihana, WIlson ha ricordato alcuni episodi della serie che oggi, probabilmente, verrebbero recepiti in maniera totalmente negativa: «Se lo riguardo oggi, ci sono momenti che fanno davvero spalancare gli occhi. Alcune scene sono quasi scioccanti per quanto possano sembrare inappropriate. Michael, Dwight, Andy e persino Kevin erano persone incapaci di capire quando stavano oltrepassando il limite. Dicevano spesso la cosa sbagliata nel momento sbagliato. In fondo era una serie costruita attorno a persone inconsapevoli, sessiste, razziste o maleducate. E in qualche modo rifletteva una parte reale degli Stati Uniti».
Al fianco di Wilson, è tornata a parlare della serie anche Jenna Fischer, l’attrice conosciuta per il ruolo della segretaria Pam Beesly. Ospite del podcast Dinner's on Me, ha raccontato un aneddoto risalente agli inizi dello show, quando il cast era ancora impreparato a gestire gli effetti delle fama. Nel corso del 2005, l’attrice, insieme ad Angela Kinsey, Kate Flannery e Phyllis Smith, decise di organizzare un pranzo al femminile per festeggiare il rinnovo della serie. Per l’occasione fu prenotato un tavolo al The Ivy, noto locale di Los Angeles frequentato da celebrità e paparazzi. Un problema, tuttavia, le costrinse a rinunciare al posto sul patio, optando per una sistemazione vicino alla cucina.
Ricostruendo nel dettaglio l’accaduto, ha rivelato: «Avevamo prenotato in una zona sul patio. Arrivate lì, c'è stato qualche problema, ci hanno messe sul retro, vicino alla cucina. Non abbiamo avuto il nostro tavolo sul patio». Quando, più tardi, i paparazzi si lanciarono in direzione di Jason Alexander, star di “Seinfeld”, Angela Kinsey cercò di attirare la loro attenzione: «Noi siamo di NBC's The Office!».
Uno dei fotografi, credendo che l’attrice si riferisse agli uffici reali della NBC, abboccò subito all’amo, rispondendo con vivo interesse: «Siete serie? Siete serie? Posso darvi il mio biglietto da visita? Se sentite parlare di qualcuno in giro, mi chiamate? Chiunque della NBC vogliate segnalarmi, fatemelo sapere!». Un aneddoto che, con il senno di poi, fa ancora più sorridere, considerata l’enorme risonanza che “The Office” avrebbe saputo conquistare, di lì a poco, a livello globale.
