“The Odyssey”, grande attori e nuove tecnologie: l’ultimo capolavoro di Nolan
Matt Damon, Anne Hathaway, Mia Goth e altre stelle del cinema nell’omonimo poema omericoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Siamo ancora freschi di 2026 e già non vediamo l’ora di scoprire cosa avranno in serbo le prossime uscite cinematografiche. Dopo le ultime premiazioni ai Golden Globe - che hanno visto distinguersi titoli come “Una battaglia dopo l’altra” e “Hamnet: Nel nome del figlio” - le aspettative si fanno già roventi per l’imminente edizione degli Oscar; ma altrettanto interesse suscita il debutto ormai vicino di superproduzioni orientate non solo ai consumatori d’essai, ma anche al grande pubblico, tra cui spicca senz’altro “The Odyssey” di Christopher Nolan.
Atteso nelle sale cinematografiche il prossimo 16 luglio, il kolossal tratto dall’omonimo poema omerico, che segna il ritorno in pompa magna del regista britannico dopo il trionfo di “Oppenheimer”, è già reputato unanimemente uno dei titoli più attesi dell’anno, come indicato anche dalla rivista Comicbookmovie.com, che ha pubblicato la lista dei film più ricercati su Google nel 2025 dal pubblico statunitense.
Stando alle informazioni riportate, “The Odyssey” rientra nella rosa dei dieci film più cliccati sul motore di ricerca, dietro i cinecomic “Avengers: Doomsday” e “Spiderman: Brand New Day”. Una scommessa al botteghino che - anche in una programmazione così ricca di contendenti - può già considerarsi vincente, considerato il prestigio maturato da Nolan negli anni, l’imponente cast riunito per l’occasione e le aspettative che un peplum realizzato con le più moderne tecnologie suscita inevitabilmente tra gli spettatori.
Tra i componenti del cast - al fianco di fuoriclasse come Matt Damon, Anne Hathaway, Zendaya e Tom Holland - troveremo anche Mia Goth, attrice rivelazione apparsa nel recente “Frankenstein” di Guillermo del Toro e tra i protagonisti del prossimo “Star Wars: Starfighter”, diretto da Shawn Levy. In una recente intervista, ha dichiarato a proposito del lavoro svolto in “The Odyssey”: «È stata una delle esperienze più grandi della mia vita. Davvero. È stato profondo. Sono stata una grande fan del lavoro di (Christopher Nolan) da anni.
E quindi avere quell'opportunità e poterlo osservare mentre dirigeva è stato incredibile. Ho imparato tantissimo da quell'esperienza. La fiducia che ripone negli attori è stata illuminante».
Per farsi un’idea ancor più chiara dell’impegno investito nel progetto, non si può però prescindere dal menzionare la trasformazione fisica di Matt Damon per interpretare Ulisse. Intervistato durante una puntata del podcast New Heights, la star ha ammesso di aver perso circa quindici chili, raggiungendo una forma fisica che non ricordava di avere dai tempi del liceo.
Ha dichiarato nello specifico: «Ho avuto la barba per circa un anno. Ero in forma perfetta. Ho perso molto peso. Christopher Nolan mi voleva snello, ma forte. Sotto controllo medico ho smesso di mangiare glutine. Prima pesavo tra gli 84 e i 90 chili, e ho girato tutto il film a 75 chili. Non ero più così leggero dai tempi del liceo. Quindi ho dovuto fare un sacco di allenamento e seguire una dieta molto rigida».
Una preparazione che ricorda da vicino quella messa in atto per “The Informant” del 2009, quando ingrassò di ben tredici chili “mangiando come un matto e bevendo birra scura”. A proposito di quell’esperienza raccontò all’epoca: «Tra un pasto e l'altro sul set, mangiavo un hamburger di McDonald's e poi dei Doritos sopra. Era il paradiso assoluto».
Per quanto riguarda invece i risultati straordinari ottenuti con le riprese - e in particolare l’impresa di girare il film interamente in formato IMAX - Damon ha affermato parlando di Nolan: «Le telecamere Imax sono davvero rumorose. Ti sembra di avere un frullatore in faccia quando la telecamera è vicina. Quindi non ci sono mai state queste scene di dialogo in Imax. Non avremmo potuto avere questa conversazione con una normale telecamera Imax perché non saremmo riusciti a sentirci.
Hanno costruito un sistema gigantesco attorno all'Imax per le scene di dialogo e un sistema di specchi in modo che la linea degli occhi fosse vicina alla telecamera e si potesse parlare con l'altro attore. La quantità di lavoro che è stata necessaria per capire come farlo è stata immensa, ma Nolan voleva fare un Imax al 100% e ci è riuscito».
