Shyamalan punta tutto su “Remain: «È il progetto più impegnativo di tutta la mia carriera»
Il regista de “Il sesto senso” unisce suspense, amore e mistero nel film scritto insieme a Nicholas SparksPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Conclamato ancora oggi per alcuni film divenuti emblemi della cultura pop degli anni ‘90 e dei primi Duemila, M. Night Shyamalan ha attraversato, nel corso della sua carriera, una strada costellata di successi e delusioni. Oltre alle perle che nobilitano la sua filmografia - da cui emerge, ad esempio, una rara abilità nell’esplorare l’occulto e le più insondabili paure umane - il cineasta ha dovuto spesso fronteggiare le critiche degli oppositori, insoddisfatti per l’esito meno convincente di altre sue produzioni. Al di là degli scivoloni o di certi incassi inferiori alle aspettative, il suo stile resta comunque tra i più distintivi a livello internazionale, oltre a essere radicato in una visione artistica precisa e ben strutturata.
Regista indiano naturalizzato statunitense, ha conquistato la fama grazie al successo senza precedenti de “Il sesto senso”: un titolo seminale nel panorama del thriller e dell’horror, candidato agli Oscar per la miglior regia e la miglior sceneggiatura originale e, non meno importante, valorizzato da un’interpretazione di Bruce Willis ritenuta tra le più memorabili della sua carriera. Altrettanto riscontro hanno ottenuto titoli come “Unbreakable - il predestinato”, “Signs” e “The Village”, quest’ultimo apprezzato soprattutto per uno scenario intessuto di ritualità e folclore, nonché per l’effetto disvelatorio di un montaggio capace di descrivere mirabilmente la paura. Dopo una serie di uscite meno convincenti, Shyamalan è tornato di recente a cavalcare un’onda positiva con “Trap”, film con protagonista Josh Hartnett che mette in scena il conflitto interiore di un serial killer, in bilico tra il tenere sotto scacco la sua prossima vittima e il nascondere alla figlia le proprie pulsioni oscure.
A riportarlo nuovamente sotto i riflettori è lo sviluppo di “Remain”: un progetto che il regista non esita a definire il più ambizioso della sua carriera. Apparso lo scorso 13 maggio a New York, sul palco della presentazione agli inserzionisti degli upfront di Warner Bros. Discovery, Shyamalan ha annunciato con orgoglio gli eccellenti risultati dei test-screening, considerati i migliori mai ottenuti in oltre trent’anni di attività sul set. Frutto di un lavoro a quattro mani con Nicholas Sparks - scrittore che, con le sue opere, ha ispirato anche il cult “Le pagine della nostra vita” - il film racconta, in chiave thriller e romantica, la vicenda di un architetto che, dopo essersi trasferito a Cape Cod per realizzare il suo ultimo progetto e riprendersi dalla depressione, incontrerà una donna misteriosa da cui rimarrà profondamente colpito.
In attesa del debutto nelle sale il 7 febbraio 2027, il regista ha dichiarato durante l’evento: «Il mio nuovo film è nato da una conversazione, una conversazione inaspettata, con un autore celebrato, Nicholas Sparks. Ha venduto più di 130 milioni di libri in tutto il mondo e ha scritto una delle storie d'amore più iconiche di sempre con The Notebook (Le pagine della nostra vita). Il romanticismo è il suo territorio. Il mio è un po' diverso. Io sono attratto dalla suspense, dai colpi di scena, dalla tensione e dalle storie che ti lasciano leggermente inquieto anche molto tempo dopo la fine. È lì che mi sento a casa».
Spiegando il processo creativo sviluppato insieme a Sparks, ha poi continuato: «Siamo partiti dal nulla, solo da alcune domande: cosa ti spaventa? Cosa ti emoziona? Cosa ti rimane dentro? Ci siamo sfidati a vicenda. Ci siamo scambiati idee e lentamente abbiamo intrecciato due prospettive molto diverse in un'unica, avvincente storia d'amore soprannaturale. Alla fine, abbiamo avuto la possibilità di raccontarla ciascuno a modo proprio. Io attraverso il cinema, Nicholas attraverso il suo romanzo».
Dalla stessa collaborazione, Sparks ha realizzato anche “Remain” in forma cartacea. Sottolineando la diversa natura artistica delle due opere, Shyamalan ha tenuto a precisare: «Il romanzo non è una novelization e il film non è un adattamento. Sono due narratori che raccontano la storia di Remain a modo loro. Insieme abbiamo creato la storia dell'architetto solitario Tate Gordon, che si trasferisce in una piccola cittadina costiera per completare il suo ultimo progetto quando incontra una giovane donna affascinante che lo spinge fuori dal suo guscio e lo trascina al centro di un mistero mortale che incombe sulla città».
E, alzando il livello delle aspettative come mai prima d’ora, ha concluso: «Che rimanga tra noi, è il film che ha ottenuto i migliori risultati nei test di tutta la mia carriera. Siamo ora in fase di post-produzione, intenti a curare ogni dettaglio. Onestamente, la mia speranza è che, quando vivrete l'esperienza di Remain, possiate percepirne entrambe le anime contemporaneamente - pieno d'amore e di quel silenzioso, persistente senso di inquietudine che non vi lascia andare».
