Sanremo, vince Sal Da Vinci: secondo Sayf, terza Ditonellapiaga. L’anno prossimo Stefano De Martino al timone
L’artista napoletano sbaraglia la concorrenza con “Per sempre sì”. Quarta Arisa, poi i grandi favoriti Fedez e Masini(Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sal Da Vinci vince il Festival di Sanremo.
L’artista napoletano nato nel 1969 a New York durante una tournée del padre, debuttante in teatro a soli 7 anni, con “Per sempre sì” ha battuto Sayf secondo, poi Ditonellapiaga, Arisa e in coda i grandi favoriti Fedez e Masini. I premi: Tim e Sala Stampa Lucio Dalla a Serena Brancale, Mia Martini a Fulminacci, Sergio Bardotti per il miglior testo a Fedez e Masini, Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale a Ditonellapiaga.
Così Carlo Conti saluta definitivamente il Festival, con una cessione irrituale del testimone in diretta tv a Stefano De Martino, il golden boy di Affari Tuoi che aveva già firmato un contratto con opzione Sanremo e sul cui nome i rumors si rincorrevano da giorni. E infatti era già in prima fila all’Ariston. «È un onore vero, un gesto di generosità non scontata che ricorderò per sempre, voglio ringraziare la Rai, e ora testa bassa e pedalare», dice De Martino portandosi la mano di Conti sul petto («Senti qua»), chiedendogli di «non spegnere il telefono».
La vera sorpresa è che De Martino si prepara alla doppia sfida di conduttore e direttore artistico. «Lascio un festival in grandissima salute – dice orgoglioso Conti – non credo ci siano eventi del genere. L'anno scorso ho battuto qualche record, qualche volta si può fare di più, qualche volta meno. Ma negli ultimi dodici anni, io, Amadeus, Baglioni, abbiamo fatto un ottimo lavoro, con un crescendo costante».
La serata si apre con i tre conduttori, Conti assieme alla giornalista volto del Tg1 Giorgia Cardinaletti e Laura Pausini, e una riflessione dopo i bombardamenti in Iran: «Tutti noi vorremmo il popolo iraniano libero da oppressione e sofferenze ma si sta aprendo un conflitto di cui non conosciamo l’esito - le parole di Giorgia Cardinaletti -. Il ruolo del servizio pubblico è cercare di capire cosa sta succedendo. Lo stiamo già facendo e continueremo a farlo». Conti: «Da una parte dobbiamo festeggiare la musica italiana e il vincitore del Festival ma dall'altra non possiamo ignorare quel che sta accadendo. Faccio mio un appello dell'Unicef: la guerra colpisce soprattutto i bambini. Speriamo in un impegno globale per proteggere i bambini ovunque essi siano». «I bambini hanno diritto a vivere in pace. Basta odio», fa eco Pausini.
La quota comicità è affidata a Nino Frassica, anche quest’anno con l’hairstyle di Cristiano Malgioglio: «Ho pensato di fare le stesse cose dell'anno scorso. Facciamo vincere Olly di nuovo», ha esordito leggendo poi il Decamerone-Decalogo del conduttore di Sanremo. La regola aurea: «Il vero conduttore deve sapere distinguere l'asta del microfono da un'anguilla». E poi con «Novella bella» legge le anticipazioni sanremesi: «L'anno prossimo i cantanti saranno 800 e canteranno per cinque secondi a testa».
Super ospite Andrea Bocelli che arriva all’Ariston addirittura cavalcando un cavallo bianco e approdando in platea sulle note de «Il Gladiatore». Presentato dall’onnipresente Pippo Baudo, ripropone «Il mare calmo della sera» e poi «Con te partirò»: «Ho vinto fra le nuove proposte tanti anni fa oggi potrei vincere solo fra le vecchie proposte».
Con Gino Cecchettin si ricorda l’emergenza femminicidi, oltre cento in un anno. «Un dolore così grande – dice il padre di Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex - lo si vive nell’anonimato, impari a conoscerlo nel profondo, sai che fino all’ultimo giorno sarà con te. Ho deciso di trasformarlo, partendo da Giulia che aveva un animo altruista. Dobbiamo cambiare cultura, altrimenti cambieremo solo il nome delle vittime. Bisogna educare i ragazzi ad accettare un rifiuto. Un no è un no, un sì è vera libertà». Alle donne, è il messaggio, «dico non siete sole, la vostra libertà non è negoziabile, chiedere rispetto è il minimo». Agli uomini: «L’amore lascia spazio, lascia libera la vita».
La gara scivola bene, anche se è epidemia mamme sul palco. «So che c'è mia mamma in sala, ciao mamma, ti voglio bene», dice Tommaso Paradiso. Serena Brancale canta con l’abito della mamma scomparsa, Sayf porta sul palco la genitrice, lo stesso fa Samurai Jay. «È il festival delle mamme, che bello», esulta Conti lieto che il suo Sanremo si chiuda così, nel segno della famiglia e dei buoni sentimenti.
