Non sembra conoscere battute d’arresto la scalata al successo di Robert Pattinson. Divenuto noto al grande pubblico dopo aver interpretato Edward Cullen nella saga horror fantasy “Twilight”, la star britannica ha lavorato a lungo, negli ultimi anni, per compiere un decisivo cambio di rotta e liberarsi dall’immagine scomoda del tenebroso vampiro, troppo spesso esposta alle polemiche e rivelatasi capace, per un certo periodo, di compromettere perfino la sua stabilità professionale.

Dimostrandosi tenace e selettivo nelle opportunità lavorative, Pattinson può ora riconoscere di aver vissuto una seconda giovinezza artistica, divenendo in breve tempo uno tra i protagonisti più richiesti della scena internazionale, al fianco dei cineasti più autorevoli. Dall’ultimo capitolo di “The Twilight Saga”, uscito nel 2012, lo abbiamo visto comparire, non a caso, in “Maps of the Stars” di David Cronenberg, “The Lighthouse” di Robert Eggers, “Tenet” di Christopher Nolan, “The Batman” di Matt Reeves e anche in “Mickey 17” del sudcoreano Bong Joon-ho.

Ripensando all’eredità che, nel bene e nel male, sente di riconoscere a “Twilight”, Pattinson parla oggi con affetto e positività dell’esperienza, anche dopo aver sopportato a fatica le esagerazioni dei fan, che hanno addirittura minato la relazione di allora con la collega Kristen Stewart. Intervistato sulla questione da The Mirror, ha ammesso in proposito: «All'epoca volevo andare avanti e lasciarmelo alle spalle, ma con il trascorrere degli anni e la fine dell'isteria, ora riesco realmente a ripensare a Twilight con affetto».

E, realizzando che la saga ha ancora un’incredibile presa tra vecchi e nuovi spettatori, ha aggiunto: «Mi chiedono ancora più di Twilight che di ogni altro progetto, l'impatto che ha ancora sui fan è enorme. A cause dei servizi di streaming c'è una nuova ondata di fan. Mi vengono fatte domande sulla saga da persone che non erano nemmeno nate quando è uscito il primo film».

Come i più informati già sapranno, Pattinson si appresta a tornare al fianco di Nolan nell’imponente “The Odyssey” e apparirà per la prima volta nella saga di “Dune” con il terzo episodio, sempre diretto da Denis Villeneuve. In ricordo di quest’ultima, straordinaria opportunità, ha dichiarato a inizio anno per il magazine GQ: «Non si vivono mai queste cose in qualsiasi altra professione. Letteralmente, stavo vivendo cose che quasi nessuno nella storia ha mai vissuto, o vivrà mai, ed è davvero semplicemente incredibile».

Accennando invece alla sensazione d’incredulità provata prendendo parte al progetto, ha aggiunto: «Essere nel deserto a girare Dune, è strano. Mi ricordo di aver girato una scena con Zendaya, la prima scena che abbiamo girato insieme nel deserto. E ho pensato: oh! Siamo in Dune! E lei ha reagito: sì... Stiamo girando un film di Dune. Ma sembrava realmente: sembra di essere in un film di Dune. Ed è stato realmente divertente».

Sempre in coppia con Zendaya, Pattinson è tornato nelle sale a inizio mese con “The Drama: un segreto è per sempre”, pellicola diretta da Kristoffer Borgli, apparso anche nel 2023 con il visionario “Dream Scenario”. In questa commedia romantica dai toni oscuri seguiamo le vicende di Emma e Charles, un’affiatata coppia in procinto di convolare a nozze. Impegnati nei preparativi per la cerimonia, uno scomodo segreto, spuntato all’improvviso, diverrà l’anticamera di una profonda crisi, andando a minare profondamente il senso di affidabilità e fiducia instaurato nel corso della relazione.

Già prima dell’uscita nelle sale, il film ha subito alcune critiche da parte delle vittime di shooting mass, poiché al centro della trama si inseriscono elementi legati ai fatti di cronaca sulle stragi con armi da fuoco. Un dettaglio non certo passato inosservato a Tom Mauser, padre di uno degli studenti deceduti nel massacro alla Columbine High School del 1999, che ha dichiarato a TMZ di aver trovato il contenuto del film addirittura “disgustoso”.

Le polemiche sono proseguite nei confronti di Zendaya, la quale, durante la sua ultima apparizione al Jimmy Kimmel Live!, avrebbe, a detta di taluni, minimizzato con le sue dichiarazioni i contenuti sensibili del film. Un aspetto sui cui invece Jimmy Kimmel non è sembrato ambiguo, specie dopo aver affermato: «Posso immaginare, senza rivelare nulla, che questo film possa causare molti problemi a molte persone... nella loro vita privata».

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