Anche alla veneranda età di ottantotto anni e con una carriera alle spalle enormemente prolifica, non si può certo dire che Ridley Scott si sia già rassegnato al pensionamento. Autore di alcuni tra i più grandi successi cinematografici degli ultimi quarant’anni, alla sua cifra visionaria e alla sua determinazione creativa dobbiamo capolavori come “Alien” e “Blade Runner”, oltre alla chiara dimostrazione, fin dagli esordi, di sapersi destreggiare abilmente tra differenti generi.

A darne prova esplicita è stato, soprattutto, il decisivo cambio di rotta compiuto nel 1991 con il passaggio dalla fantascienza al road movie “Thelma & Louise”. Da qual momento, il cineasta avrebbe intrapreso, fino ad oggi, un percorso costellato di successi nei più svariati ambiti, esplorando il peplum con il “Il Gladiatore”, il war movie con “Black Hawk Down” ed anche il crime con “American Gangster”.

Forte dell’impatto rivoluzionario che hanno avuto i suoi cult, Scott continua a ricoprire un posto di assoluta rilevanza all’interno dell’industria, anche dopo esiti meno convincenti come i più recenti “House of Gucci” e “Il Gladiatore 2”. Tra le polemiche di una fetta dell’utenza, c’è chi non ha mai tollerato, ad esempio, le frequenti inesattezze storiche e una direzione più votata - soprattutto nell’ultimo periodo - alla pomposità dell’impatto visivo che alla coerenza e alla finezza del contenuto. Ciononostante, il cineasta è altrettanto noto per non essersi mai risparmiato nel tenere testa alle critiche, affrontando i detrattori a viso aperto mentre portava avanti la sua visione personale.

Da sempre intrecciato alla figura di Scott è l’universo di “Alien”. Stando alle ultime indiscrezioni, dopo il convincente esordio di Fede Álvarez con “Alien: Romulus”, il franchise pareva destinato a proseguire con un sequel diretto. Tuttavia, sembrerebbe che il regista abbia in qualche modo influito sull’attuale fase di stallo, dovuta non solo al suo coinvolgimento nel processo creativo, ma anche al presunto desiderio di tornare dietro la cinepresa.

Stando alle anticipazioni dell’insider Jeff Sneider, sembrerebbe che Scott sia intenzionato ad approfondire l’ambientazione di “Prometheus” e “Alien: Covenant”, titoli che, rispetto alle precedenti impostazioni horror e action, hanno posto maggiore attenzione sullo scenario e sulle origini della minaccia aliena. Le voci si fanno insistenti soprattutto sul ritorno di David, protagonista di “Prometheus” interpretato da Michael Fassbender, che andrebbe a occupare, in questo caso, il punto di congiunzione tra il vecchio corso e quello di “Romulus”.

Ma gli impegni del cineasta per il prossimo futuro non si fermano certo ad “Alien”. Un’inedita partnership lo vedrebbe infatti unire le forze con Takashi Yamazaki, il regista nipponico divenuto noto per l’inaspettato “Godzilla Minus One”, vincitore nel 2024 del premio Oscar per i migliori effetti visivi. Stando alle informazioni del The Hollywood Reporter, i cineasti collaboreranno per “Nue”, un progetto sci-fi che verrà prodotto da Scott Free Productions e 20th Century Studios, nato da un soggetto originale dello stesso Yamazaki. In questo caso, gran parte dell’impegno di Scott riguarderà la produzione, lasciando al suo collega il controllo diretto del processo creativo. Sull’opportunità di collaborare al fianco di un veterano come Scott, Yamazaki ha affermato: “Nue è un progetto che porto con me da una vita. È un onore poterlo realizzare insieme al talento creativo di Ridley Scott, di Scott Free e del team di 20th Century Studios. Farò tutto il possibile perché diventi un film che il pubblico possa davvero amare”.

Per chi, invece, non può fare a meno di sapere qualcosa di più sul prossimo “Godzilla”, sappiamo che Yamazaki farà presto il suo ritorno con “Godzilla Minus Zero”, sequel atteso nelle sale italiane il 5 novembre che, a pochi giorni dall’uscita del primo trailer, ha monopolizzato le notizie cinematografiche di maggiore tendenza. Ambientato nel 1949, il film vedrà ancora una volta al centro degli eventi la famiglia Shikishima, chiamata a confrontarsi con una calamità ancora più temibile rispetto al passato che ha esteso l’impatto della sua forza devastante fino agli Stati Uniti.

Dopo il successo del prequel, che ha incassato oltre 116 milioni di dollari in tutto il mondo, “Godzilla Minus Zero” vedrà anche il ritorno di alcuni volti che hanno fatto la fortuna del franchise, come Ryunosuke Kamiki e Minami Hamabe. Si tratta, insomma, di un progetto che sembra avere tutte le carte in regola per bissare e addirittura superare i risultati del predecessore, rappresentando un ulteriore banco di prova per valutare il talento di Yamazaki nell’universo di Godzilla e un’anticipazione di ciò che lo aspetta al fianco di Scott.

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