«La famiglia Renga è sarda». Francesco Renga, da Sanremo dove è in gara con “Il meglio di me”, lo rivendica con orgoglio.

Era di Tula papà Salvatorico, scomparso nel 2020 a 91 anni: da lì si era arruolato giovanissimo nella Guardia di Finanza e si era poi trasferito a Muggia, in Friuli Venezia Giulia. Ed è qui che nacquero i gemelli Gianfrancesco e Paola Renga.

L’estate però si tornava sempre in Sardegna: «Vado in vacanza nell’Isola da quando ho memoria – ricorda Renga - nonno mi portava in giro col carretto a prendere il mangime delle vacche, mi ha insegnato a mungerle. Mi manca, sempre, anche se ci sono stato poco tempo fa». E per sentire meno la nostalgia dei parenti lontani «con i miei cugini ho una chat di gruppo in cui ci sentiamo spesso. E dove ogni tanto mi diverto a parlare anche in sardo».

Per Renga un cuore diviso in tre: l’Isola, anzitutto, e poi la sua casa, Brescia, dove è cresciuto e ha iniziato a frequentare l'accademia militare seguendo le orme del padre. Ma la musica era la sua vera vocazione: per lei mollò tutto ed entrò a far parte della storica rock band Timoria (in greco antico “aiuto” ma anche “vendetta”) per poi intraprendere la carriera solista con nove album in studio, due dal vivo e tre raccolte.

La terza parte del cuore è in Sicilia, terra d’origine della mamma, morta giovanissima ad appena 52 anni. Si chiamava Jolanda, come la figlia che Renga ha avuto dall’ex compagna Ambra Angiolini e a cui ha dedicato “Angelo”, con cui vinse Sanremo nel 2005. Una mancanza dolorosa che ha segnato tutta la sua vita e anche quella di papà Salvatorico, affetto da Alzheimer, che fino agli ultimi giorni in una residenza per anziani ha continuato a ricordare solo il grande amore di sempre. Per mamma Jolanda nel 2019, sempre al Festival, Renga aveva cantato “Aspetto che torni”. 

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