Quentin Tarantino, spuntano nuovi aneddoti su “Django Unchained”
Insieme alla data d’uscita di “Le avventure di Cliff Booth”Quentin Tarantino (Ansa)
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Che si tratti di citare la sua filmografia o di commentare le sue scottanti dichiarazioni contro lo stato attuale del cinema, Quentin Tarantino rimane pur sempre un personaggio dall’irresistibile attrattiva. Lasciandoci ancora a digiuno del suo decimo film, quello che - stando a quanto affermato in passato - dovrebbe decretare la fine della sua carriera cinematografica, abbiamo ottenuto intanto qualche nuova informazione sul suo ritorno dietro la cinepresa. E basta anche solo questo, in fondo, per far volare alta l’immaginazione.
Stando alle ultime soffiate del direttore della fotografia Robert Richardson, collaboratore di Tarantino fin dai tempi di “Kill Bill: Vol. 1”, il maestro dovrebbe tornare sul set a partire dalla prossima estate per dirigere un progetto ancora avvolto nel mistero. Nella sua ultima intervista a Deadline, Richardson ha ammesso che neppure i componenti più stretti della troupe hanno idea di cosa si tratti, affermando in proposito: «No, nessuno sa cosa farà. Sappiamo che terminerà prima la sua pièce teatrale, quindi non inizierà le riprese prima di averla conclusa. C'è la possibilità che si giri la prossima estate. Non so assolutamente di cosa parlerà il film, ma sono convinto che non percorrerà la strada che sta seguendo adesso».
Un modus operandi che sta richiedendo a Tarantino tutto il tempo e l’attenzione necessari, specie dopo la cancellazione del precedente “The Movie Critic”, previsto inizialmente come sua opera conclusiva e poi servito da spunto per “Le Avventure di Cliff Booth”: spin-off di “C’era una volta a… Hollywood” diretto da David Fincher, in esclusiva per Netflix. Ricordando quella fase travagliata, Richardson ha aggiunto: «Mi chiamò e mi disse: cambierò la sceneggiatura. Sarà un altro copione. Poi iniziò a preparare quel film, ma a un certo punto il progetto ha preso una piega diversa e alla fine è stato accantonato».
Per tornare a gioire dello stile inconfondibile di Tarantino, sebbene stavolta solo in veste di sceneggiatore, bisognerà appunto attendere “Le Avventure di Cliff Booth”. Giusto pochi giorni fa, Netflix ha annunciato il titolo completo del film e le date d’uscita ufficiali: “The Further Mis-Adventures of Cliff Booth” debutterà prima al cinema, il prossimo 25 novembre, con una distribuzione globale di due settimane nelle sale IMAX, e approderà successivamente sul servizio televisivo il 23 dicembre.
Concentrando la trama sul personaggio di Cliff Booth, già apprezzato al fianco di Rick Dalton - interpretato da Leonardo DiCaprio - nel precedente film, il sequel vedrà il ritorno in grande stile di Brad Pitt, dopo la vittoria dell’Oscar come miglior attore non protagonista proprio per lo stesso ruolo. Da stuntman a faccendiere tra gli studios hollywoodiani, Cliff porterà ancora una volta lo scompiglio con la stessa spavalderia del passato, in un’epoca come il 1977, in cui il panorama del cinema sembra essere mutato profondamente.
Oltre alle questioni che riguardano i progetti in cantiere di Tarantino, non smettono ovviamente di fare notizia le curiosità sui suoi iconici capolavori. In una recente intervista a “Baby, This Is Keke Palmer”, la star Jamie Foxx è tornata a parlare della sua esperienza in “Django Unchained”, rivelando la presenza di contenuti inediti che, se inseriti nel montaggio finale, avrebbero inciso in modo drastico sulla resa complessiva del film.
Accennando ai contenuti estremamente violenti di una parte dello script, Foxx ha rivelato di aver discusso insieme a Tarantino alcune modifiche per tutelare il cast, specialmente l’attrice Kerry Washington: «Se leggete la sceneggiatura, Broomhilda e Django vengono violentati. Ma quando ci siamo ritrovati insieme, Quentin, io e Kerry volevamo proteggerla. Perché volevamo proteggerla? Perché i film sono per sempre. Se realizzi una scena così scioccante, non puoi semplicemente tornare indietro e cancellarla: rimane per sempre».
Ma il contributo di Foxx non è dipeso soltanto da un istinto protettivo. Al fianco del regista, ha lavorato per rafforzare la trama e le motivazioni personali di Django, passato da semplice ribelle contro gli schiavisti a marito disposto a tutto pur di difendere sua moglie: «Quando ho letto la sceneggiatura, la cosa che vedevo era Django. Non sta cercando di porre fine alla schiavitù: ama la sua donna. Ma in quel momento Broomhilda non aveva abbastanza spazio nella storia». Disse a Tarantino: «Lui ucciderebbe chiunque - nero, verde, rosso, blu o marrone pur di riavere la sua donna. Se riuscissimo ad aumentare quella parte...». E il regista, rispondendogli: «Sì, sì... è un'omelette. È un'omelette con tutti questi ingredienti... Metterò dentro un po' più di Broomhilda».
