Paul Mescal torna in sala con “Hamnet - Nel Nome Del Figlio”
La star irlandese pensa già a concedersi una pausaPaul Mescal (Ansa - EPA/JILL CONNELLY)
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Sempre più corteggiato dai cineasti di maggior rilievo e considerato a pieno titolo tra i grandi talenti del cinema contemporaneo, Paul Mescal non smette di fare centro a ogni nuova apparizione. Resosi subito noto al grande pubblico con la toccante serie televisiva “Normal People”, da quel momento l’attore irlandese ha avviato una carriera in costante ascesa, e si prepara ancora una volta a conquistare il pubblico con “Hamnet - Nel Nome Del Figlio”, atteso ritorno della regista Chloe Zhao che debutterà in Italia il 5 febbraio.
In lizza tra i titoli più favoriti della prossima stagione dei premi, il film è tratto dall’omonimo romanzo di Maggie O Farrell ed è incentrato sulla vita familiare del drammaturgo inglese William Shakespeare, che insieme alla moglie Agnes Hathaway affronta la prematura e straziante perdita del figlio undicenne. In una storia d’amore che si sviluppa attraverso differenti archi temporali, scopriremo in che modo l’arte e il teatro diverranno strumenti essenziali per lenire il dolore e trovare la forza di andare avanti.
Dopo aver trionfato agli Oscar nel 2020 con “Nomadland” - che ha ricevuto ben tre statuette, tra cui quella per il miglior film - Chloe Zhao sembra aver rapidamente superato lo scivolone del successivo “Eternals”, e grazie alle impressioni entusiastiche raccolte dopo la proiezione in anteprima di “Hamnet”, può ora vantarsi di essere la prima regista donna a vincere per la seconda volta il premio del pubblico al Toronto Film Festival. Ma prima ancora di conoscere i verdetti dell’Academy, siamo pronti a scoprire se il film otterrà qualche meritato riconoscimento anche durante la notte dei Golden Globe, attesa per l’11 gennaio. Lo vedremo confrontarsi per i premi più ambiti con nomi del calibro di “Sentimental Value”, “Sinners” e, ovviamente, “Una battaglia dopo l’altra”.
Anche a fronte di un successo planetario che non conosce freni, e con altri progetti di enorme rilevanza già all’attivo sui set, Mescal sembra voler prendere in considerazione per il futuro una pausa dal mondo del cinema. Come spiegato in un’intervista a The Guardian, infatti, gli anni di carriera lo porteranno ad accrescere il consenso, ma anche a una fisiologica stanchezza da parte del pubblico: «Le persone avranno una pausa dal vedermi e io mi prenderò una pausa da loro». Senza trascurare l’importanza di assistere a un momento così speciale della sua vita, ha aggiunto: «Sto facendo tutto questo da cinque-sei anni e mi sento davvero fortunato. Ma sto inoltre imparando che non penso di poter andare avanti facendo così tanto».
Pur ammettendo che molti dei suoi ultimi lavori hanno richiesto più impegno di quanto inizialmente ipotizzato, la star ha tenuto a chiarire che, rispetto a blockbuster come “Il Gladiatore 2”, preferisce dare il massimo nel cinema indipendente: «Pesavo novanta chili e avevo otto settimane per scendere a settantotto chili. Ed è stato davvero difficile. Ho amato il processo di realizzare quel film, ma The History of Sound è qualcosa di più vicino a me».
Tra i progetti più attesi che vedranno l’attore impegnato in prima linea c’è senz’altro il primo capitolo della serie cinematografica dedicata ai “Beatles”, diretta da Sam Mendez. Impersonando l’iconica star del pop Paul McCartney, al fianco di un cast che include Joseph Quinn, Barry Keoghan, e Harris Dickinson, l’attore ha affermato in un’intervista a Rolling Stone di trovare l’elemento musicale del tutto funzionale al lavoro di preparazione sul personaggio, senza nascondere la sua spiccata inclinazione per il quartetto di Liverpool: «Attualmente sono ossessionato con i Beatles. Si tratta di una parte del mio lavoro, ma è anche il modo in cui funziona il mio cervello. Sono entusiasta nell'ascoltare musica, scrivere musica, assorbire musica, andare agli show, tutte queste cose... Iniziano con un'intensità per il lavoro e poi diventano un po' parte della mia personalità».
Descrivendo infine la routine instaurata con gli altri co-protagonisti, ha aggiunto: «Il giorno tipico è: ci alziamo, usciamo con destinazione Bobbington, che richiede un viaggio in macchina di un'ora e un quarto, ascoltando la musica dei Beatles in auto. Poi entriamo, e proviamo a camminare, parlare, suonare, pensare come i Beatles. Poi risaliamo in macchina, ascoltiamo i Beatles, e andiamo a casa».
