Con il record di film biografico che ha segnato il maggiore incasso mai registrato nella storia del cinema, “Michael” ha fatto discutere di sé ben prima dell’impressionante debutto al box office. Azzardando un’impresa delicatissima che vede al centro la figura complessa di Michael Jackson - quello che, ancora oggi, viene unanimemente considerato il Re del Pop - il titolo ha catalizzato l’attenzione mediatica non soltanto per il coinvolgimento di veterani della categoria come Graham King e di un regista del calibro di Antoine Fuqua, ma soprattutto per le lunghe e tortuose fasi di sviluppo che hanno preceduto l’uscita, in buona parte dovute ai problemi di natura legale relativi al passato burrascoso dell’artista.

Con protagonista Jaafar Jackson, nipote della star musicale che, per l’occasione, ha segnato il suo esordio davanti alla cinepresa, “Michael”, dopo aver stabilito la migliore apertura di sempre per un biopic musicale, è riuscito a superare, a ridosso dell’uscita, i numeri di un colosso come “Oppenheimer” di Christopher Nolan. Un traguardo che l’ha portato a raggiungere, nel mese di luglio, oltre un miliardo di dollari a livello globale, come confermano Variety e Deadline.

Concentrandosi sui primi anni della carriera di Jackson, il film arriva fino alle fasi di consolidamento del percorso artistico, chiudendosi con il successo del Bad World Tour, il primo tour mondiale intrapreso come solista. La scelta di circoscrivere i conflitti personali unicamente alle dinamiche familiari, in particolare al rapporto con il padre Joseph, non ha convinto gran parte della critica specializzata, che, tacciando il film di scarso coraggio e di un taglio troppo agiografico, ha segnalato in particolare i mancati riferimenti alle accuse di abusi sessuali su minori che hanno perseguitato la star fino al decesso.

Dalla volontà di correggere il tiro e mostrare ai fan quanto ancora rimasto oscuro ha preso il via lo sviluppo del sequel ufficiale. Già a partire dallo scorso maggio, Adam Fogelson, presidente della divisione cinematografica di Lionsgate Studios, ha aggiornato il pubblico sullo stato dei lavori, rivelando che il progetto si trova già a un 30% di girato. Ha dichiarato in proposito: «Sono davvero entusiasta dei progressi che stiamo facendo. Le conversazioni con tutte le parti interessate continuano ad andare eccezionalmente bene». Chiarendo che nel primo film è contenuta solo una piccola parte della vita di Jackson, ha aggiunto: «Ci sono un'infinità di aneddoti incredibilmente interessanti su Michael Jackson, e gran parte dei brani più importanti e popolari del suo repertorio musicale non sono stati trattati nel primo film».

Precisando, inoltre, che il titolo potrebbe non seguire necessariamente una direzione cronologica, ha continuato: «Possiamo andare avanti e indietro nel raccontare questa storia». Aggiornando infine sulle percentuali di completamento del progetto, ha concluso: «Pensiamo di aver già girato il 25-30% di un secondo film grazie alle precedenti attività di produzione, e questo ovviamente porterà dei benefici finanziari a lungo termine, ma ci assicureremo di realizzare ancora una volta un lavoro di grande impatto e soddisfacente per un pubblico globale».

Ad assicurare che il sequel conterrà riferimenti espliciti alle faccende giudiziarie è intervenuto anche Jaafar Jackson. Nella sua ultima intervista a GQ Middle East, l’attore ha innanzitutto precisato che il racconto sulla vita dello zio è opera degli sceneggiatori, senza dipendere in alcun modo dalle posizioni della sua famiglia: «È la storia raccontata da qualcun altro. È l'idea di qualcun altro su ciò che è accaduto, ed è guidata soprattutto da un'agenda. Questo è sempre stato il problema per la nostra famiglia: la voce di Michael non è mai stata davvero ascoltata. Credo che sia fondamentale, soprattutto parlando degli ultimi anni della sua vita».

Chiarendo ancora una volta che il primo film è stato necessario per introdurre il personaggio negli anni giovanili e agli esordi della carriera, ha aggiunto: «Il primo film racconta Michael dalle sue origini. Permette di capire chi fosse prima del successo e prima di diventare l'icona che tutti conoscono. Lo si vede prima di tutto come essere umano».

E, descrivendo il sequel come un’occasione unica per offrire al pubblico ulteriori elementi, mostrando un Michael segnato da eventi dolorosi ma non per questo privo della propria umanità, ha aggiunto: «Non ha mai smesso di trattare gli altri con gentilezza. Non ha mai smesso di credere nelle persone e di cercarne il lato migliore. Anche se era ferito, il suo cuore è rimasto lo stesso. Spero che tutto questo venga percepito nel secondo film».

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