“Marty Supreme”: Gwyneth Paltrow e la forte componente sensuale della pellicola
«Sesso in questo film? Ce n’è tanto, tantissimo»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un altro colpo andato a segno per Timothée Chalamet, giovane stella del cinema oggi riconosciuta a pieno diritto tra le personalità più importanti e rappresentative del panorama hollywoodiano. Dopo averci conquistato con il personaggio di Paul Atreides nella saga fantascientifica di “Dune” e nel più recente biopic “A Complete Unknown”, la sua interpretazione in “Marty Supreme” gli è valsa il premio come miglior attore in un film musical o commedia all’ultima edizione dei Golden Globe, confermando le previsioni di alcuni esperti del settore che, già prima della cerimonia, avevano valutato la performance come la migliore di tutta la sua carriera.
Nel corso dell’evento tenutosi al The Beverly Hilton di Los Angeles, l’assegnazione del premio ha lasciato spazio a un discorso appassionato della star, che ha voluto valorizzare la sua vittoria rapportandola al peso delle sconfitte passate: «Mio padre mi ha instillato uno spirito di gratitudine fin da bambino: sii sempre grato per quello che hai. Mi ha permesso di lasciare la cerimonia in passato a mani vuote, a testa alta, grato solo per essere qui. Ma mentirei se dicessi che quelle sconfitte non hanno reso questo momento ancora più dolce».
Immancabili sono arrivati poco dopo i ringraziamenti al regista Joshua Safdie e a tutto lo staff: «Josh Safdie, grazie dal profondo del cuore. Grazie per questo ruolo. Grazie per aver creduto in me. Grazie ad A24 e a Ronnie Bronstein, che ha co-sceneggiato questo film con Josh, e al cast straordinario di questo film». Non meno importante, è stato dedicato un pensiero speciale alla compagna Kylie Jenner e agli affetti che gli sono stati accanto in questo periodo: «Grazie alla mia compagna da tre anni. Ti amo. Non potrei fare tutto questo senza di te. Grazie dal profondo del mio cuore. Ai miei genitori e alla mia compagna, vi voglio bene».
A far discutere è stata anche l’incalzante campagna pubblicitaria messa in atto per la promozione del film, che ha visto l’attore impegnarsi talvolta in dichiarazioni sensazionalistiche e trovate inusuali. Basti ricordare la volta in cui è comparso in cima alla Sphere di Las Vegas mentre la gigantesca cupola assumeva le fattezze di un’enorme pallina da ping-pong, o quando ha partecipato al Tonight Show di Jimmy Fallon insieme ad alcune comparse con indosso maglie nere e maschere arancioni. Ancor più clamore hanno però suscitato le sue ultime dichiarazioni sulla qualità della propria recitazione, quando ha affermato a un giornalista: «Non voglio che la gente lo dia per scontato. Non voglio darlo per scontato. È davvero roba di altissimo livello».
La questione è riemersa durante l’ultima puntata del podcast Not Skinny But Not Fat, che per l’occasione ha ospitato l’attrice e comica statunitense Chelsea Handler. All’osservazione della conduttrice Amanda Hirsch, che ha sostenuto sul conto di Chalamet come sembrasse «piuttosto determinato a vincere e ad essere riconosciuto per la sua grande recitazione», la Handler ha replicato: «È sempre fastidioso sentire qualcuno parlare di quanto sia bravo a recitare».
Una prova di quanto l’attore prenda sul serio le competizioni a Hollywood, del resto, l’abbiamo avuta anche durante l’ultima edizione degli Oscar, quando dichiarò a Vogue, dopo aver perso il premio: «Se ci sono cinque persone a una cerimonia di premiazione e quattro tornano a casa senza aver vinto, non pensate che quelle quattro persone siano al ristorante a dire: cavolo, non abbiamo vinto? Ho frequentato attori profondamente generosi e senza ego, e forse alcuni di loro pensano: è stato divertente. Ma so per certo che molti di loro pensano: cazzo! La gente può definirmi un tipo che ci prova troppo, può dire quello che cazzo vuole. Ma sono io quello che lo sta facendo davvero».
In attesa di scoprire la performance di Chalamet al cinema, l’attrice Gwyneth Paltrow, co-protagonista in “Marty Supreme”, è tornata a parlare del film durante il Q&A con il pubblico dopo una proiezione a Santa Monica, in California. Alludendo alla presenza di numerose scene erotiche - come quando dichiarò a Vanity Fair: «In questo film facciamo molto sesso. Ce n'è tanto, tantissimo - ha accennato al disagio provato da suo figlio Moses dopo averla vista impegnata in alcune sequenze particolarmente esplicite: «Riesci a immaginare quando è venuto alla première a Los Angeles? Voleva morire».
