Low-Red, rapper sassarese da milioni di ascolti: fuori il nuovo disco MARIO III
Dai primi passi nel mondo dell’hip hop al quartiere Monte Rosello ai numeri da capogiro su Spotify: Mario Serra si raccontaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dai primi passi nel mondo dell’hip hop al quartiere Monte Rosello di Sassari ai numeri da capogiro su Spotify. Mario Serra, in arte Low-Red, 27 anni, tra gli artisti selezionati da Night Skinny all’interno di Players Club, collettivo che riunisce alcune delle più interessanti rivelazioni della scena rap, presenta il suo nuovo album, MARIO III, un progetto che segna una ulteriore fase del suo percorso artistico. Disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali.
Era solo un bambino, ricorda, quando faceva break dance in una palestra di Sassari. E un ragazzino quando ha iniziato a scrivere le prime rime, affascinato da un episodio di MTV Spit, il programma condotto da Marracash, incentrato sulle battaglie di freestyle. «Ero ancora piccolo e persino fuori da un genere che di per sé era di nicchia, ma già sentivo che questo linguaggio era la mia occasione di rivalsa sociale, un mezzo per dimostrare il mio valore», racconta. Poi i mixtape su YouTube, nel 2017 “Flexin”, il primo pezzo caricato su Facebook quando era all’ultimo anno di scuola. A 18 anni la decisione di partire per Londra senza disdegnare qualsiasi lavoro: «Lavapiatti, cameriere, ogni occasione era buona per fare qualche soldo». Ma anche senza dimenticare la musica: «Registravo in cameretta».
Dopo la prima ondata Covid a Londra la decisione di tornare in Sardegna, che non rinnega: «A Londra ero un fantasma, qui ho fatto rete con gli altri rapper sardi». E infatti l'ispirazione non è mancata: da “No gang” con Sgribaz e Praci a MARIO II, disco scritto e registrato tra Sassari e Londra, passando per “4 The Island”, opera collettiva di rapper sardi.
La svolta, appunto, quando Night Skinny lo ha selezionato tra i migliori talenti emergenti. Nel 2023 il singolo “È LOGICO” seguito da una serie di release come “BISEX” feat. Yung Snapp, “BIBLIOTECA” feat. Nerissima Serpe e “MUSCHIO”, che anticipano l’album “THE BIGGEST SBLAO”, arricchito da collaborazioni con alcuni dei nomi più importanti del panorama urban italiano, tra cui Papa V, Astro ed Enny P. Nel 2025 la collaborazione con Don Joe e RRARI DAL TACCO in “TAXI”, “BLA O CAP” per DrefGold e “HARDER”, in collaborazione con MamboLosco. A completare l’anno i singoli “7 NANI” e “SBLAO WEEK” e un tour che è durato per tutto il 2025, con live e centinaia di date in tutta Italia.
Tra picchi a ogni nuova uscita e ascolti medi, non va mai sotto il mezzo milione di ascoltatori mensili, in un contesto in cui «la musica rap è sicuramente più seguita rispetto a dieci anni fa, domina le classifiche. Però attenzione, qui è arrivata in ritardo rispetto a Francia o Inghilterra, per dire, che sono state molto più al passo con gli Stati Uniti. Da noi mancano riconoscimenti importanti e il festival musicale più grosso è Sanremo, ma benché so che anche quest’anno ci sono parecchi rapper, non credo sia il palco giusto con la giusta libertà di espressione. Parlo del rap per come lo intendo io».
E torniamo a MARIO III: «Un album come gli altri ma diverso dagli altri, è la fotografia di un momento di vita con grande spazio all’emotività, a partire dalla fine di una relazione molto importante per me». Un elemento che domina l’immaginario visivo è la copertina, simbolo di una fase di controllo, consapevolezza e distacco. Non si tratta di freddezza emotiva, ma di chiarezza: il ghiaccio è solido, limpido, capace di mostrare senza rompersi. Ed è proprio in questa tensione che si muove l’intero progetto: in quindici pezzi un racconto di cambiamento, personale prima ancora che artistico, nato da una rottura e trasformato in percorso.
«Prima c’è sempre Mario, poi c’è Low-Red»: la frase, pronunciata dalla madre e diffusa sui social tramite un messaggio vocale, apre il disco e ne chiarisce subito il senso più profondo: l’identità viene prima della costruzione del personaggio.
