Teodora Grano si descrive così: 50% Punk, 30% ironica, 20% serissima. Autrice, performer e ricercatrice tra le più originali della scena contemporanea italiana di circo e danza, l'artista sarà protagonista a Sassari nel S'ALA Spazio, in via Asproni 17, di due spettacoli per il Festival del Centro Contemporaneo.

Giovedì 29 ottobre, dalle 17 alle 20, proporrà l’installazione/live performance “Di cosa parliamo quando parliamo di horror (Una stanza per tutte le nostre paure)”. L’evento rientra nella rassegna Danza Sassari Danza di S’ALA Produzione ed è inserito nell’edizione zero del Festival organizzato dal neonato Centro per il Contemporaneo, di cui fanno parte, oltre a S’ALA, anche le associazioni Meridiano Zero, SHIP, Iconica Selvatica e 222.

La performance è pensata per 15 partecipanti alla volta e dura 50 minuti. All’interno di uno spazio circoscritto si innesca una riflessione collettiva e partecipata, facilitata dall’artista e aperta a chiunque voglia riflettere sulle paure storiche e sociali, sul perché creiamo storie dell’orrore e, soprattutto, su cosa sanno i film horror su di noi. L’ingresso è a offerta libera, ma è necessaria la prenotazione.

Teodora Grano sarà a S’ALA anche sabato 31 ottobre con “Grindhouse” (ingresso: 5 euro), una lecture-performance sempre sul tema del genere horror nel cinema come dispositivo critico che mette in crisi quanto crediamo di sapere sulla realtà. Nella sua ricerca, l’horror non è solo un genere, ma una tecnologia discorsiva, «un dispositivo affettivo, politico e sensoriale che reagisce al presente, destabilizza certezze e, con forza sovversiva, trasforma il reale. Come una cartina al tornasole, reagisce sempre al presente, alle sue paure, alla sua morale, alla sua politica e, attraverso rigenerazione e tradimento della forma, esprime la sua forza vitale: la sua capacità di esprimere una negatività non addomesticata».

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