Jason Biggs, il protagonista di “American Pie” racconta la sua lotta contro la dipendenza
E sogna di dirigere un nuovo film del franchiseJason Biggs, a destra, con Mena Suvari e Chiris Klein (ANSA/CLAUDIO ONORATI)
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Un ritratto ben specifico della gioventù americana che ha spopolato nei primi anni Duemila emerge in modo evidente in “American Pie”. Debuttando con il primo film proprio alla viglia del nuovo millennio, il franchise cinematografico ideato e scritto da Adam Herz ha consolidato in breve tempo un modello di comicità ispirato a capostipiti come “Animal House”, per descrivere, attraverso l’irriverenza e l’attrazione verso il proibito, lo spirito di una generazione che, dietro l’esuberanza, cela fragilità e insicurezze.
Protagonista degli episodi originali è Jason Biggs nei panni di Jim Levenstein, un adolescente frenato da una mentalità familiare retrograda e in difficoltà nei rapporti con le ragazze. Contando sulla complicità dei propri amici, il giovane finirà spesso in situazioni imbarazzanti e disagevoli che, nello sforzo di superare i propri blocchi emotivi, suscitano nello spettatore reazioni di incontenibile ilarità.
Pur riconoscendo che la propria fama è legata soprattutto al successo di “American Pie”, la star americana ha avuto accesso nel corso della carriera ad altre importanti occasioni di visibilità, apparendo ad esempio nella serie televisiva “Orange is the new black” nel ruolo di Larry Bloom, o recitando al fianco di Woody Allen nel film “Anything Else”. Più di recente, Biggs si è anche cimentato nella sua prima regia: in “Untitled Home Invasion Romance” - una dark comedy con elementi thriller e con protagonista lo stesso Biggs - seguiamo la storia di Kevin e Suzie, una coppia in crisi che tenta di salvarsi con una soluzione estrema. Per apparire come un eroe e riconquistare la stima della compagna, Kevin organizza una finta rapina nella loro abitazione, ma qualcosa va presto storto e una serie di bugie si trasforma in un’indagine vera e propria.
Attualmente impegnato nel tour promozionale del film, l’attore ha accennato in un’intervista alla sua dipendenza da sostanze, cominciata dopo l’esplosione di notorietà seguita all’uscita di “American Pie”. Sobrio da otto anni, anche grazie all’instancabile aiuto della moglie Jenny Mollen, ha rivelato: «È qualcosa di cui sono davvero orgoglioso (aver superato la dipendenza) ed è stato sicuramente difficile. Penso che, per me, semplicemente non riuscissi a smettere di pensarci. Sono stato molto fortunato nel senso che il mio punto più basso non è stato nel seminterrato, almeno nel senso che non sono stato arrestato, non ho fatto male a nessuno, dei danni ci sono stati, ma non del tipo di cui si legge sui giornali, certamente. E avrebbe potuto essere peggio».
A segnare un punto di svolta è stata la gravidanza di sua moglie. Ha continuato: «Quando Jenny è rimasta incinta, quella è stata una sorta di scossa per me. Dicono che devi diventare sobrio per te stesso. Sono d'accordo e in disaccordo. Credo che quando inizi a essere sobrio, qualunque sia il motivo, non importa. Che sia per qualcun altro, per la tua famiglia, qualunque cosa sia. Penso che, per restare sobrio, tu debba farlo per te stesso. Quindi, quello è ciò che mi ha fatto iniziare. Ciò che mi mantiene sobrio è che devo farlo per me. Il consiglio è: chiedete aiuto».
Scopertosi a proprio agio dietro la cinepresa, Biggs non nega la possibilità di un suo ritorno nella serie di “American Pie” proprio in veste di regista, oltre che di attore. Rispondendo alle domande di Coming Soon, ha dichiarato: «Sì, davvero. C'è decisamente una possibilità. Mi piacerebbe farlo. Mi è venuto proprio ora in mente e nessuno me ne ha parlato, ma io ci ho certamente pensato. E amo i soldi. Li adoro e un film come Untitled Home Invasion Romance non mi porterà a fare dei versamenti in banca, se capite quello che voglio dire».
Insistendo sul desiderio di tornare a dirigere una pellicola, ha concluso: «Adorerei farlo. E quello vorrebbe dire, inoltre, che sarei il regista di una commedia prodotta da un grande studio, e sarebbe incredibile. Quindi, onestamente, voglio semplicemente poter dirigere di nuovo, quello per me è l'importante. Nonostante le sfide mi è piaciuto molto, in particolare lavorare con gli attori. Quindi mi piacerebbe farlo di nuovo».
