“Igor, l’eroe romantico del calcio”: oggi a Cagliari la proiezione del film
Appuntamento alle 20 al Notorious Cinemas di piazza L’Unione SardaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Cagliari abbraccia “Igor. L’eroe romantico del calcio”. Il film, diretto da Luca Dal Canto e ispirato all’attaccante Igor Protti, unico giocatore con Dario Hübner a ottenere il titolo di capocannoniere in Serie A (con la maglia del Bari), B e C (col Livorno), è in programma al Notorious Cinemas di piazza L’Unione Sarda.
Il tour – Ma ad accompagnarlo stasera alle 20 insieme al regista livornese, cosceneggiatore con Alberto Battocchi e Anita Galvano, ci sarà l’attaccante e bandiera del Cagliari Leonardo Pavoletti, livornese doc. «Il tour era destinato alle città in cui aveva giocato Igor», spiega Dal Canto. «Poi ci siamo allargati scegliendo piazze legate al calcio passionale, romantico e identitario che ha caratterizzato gli anni in cui giocava, il calcio che si vive ancora oggi a Cagliari, che per Protti sarebbe stata perfetta».
La storia – Presentata in anteprima assoluta il 27 marzo a Bari, dove Protti, riminese, classe 1967, ha giocato dal 1992 al 1996, riportando il club in A, la pellicola omaggia un passato in cui il calcio faceva sognare adulti e bambini. E lo fa attraverso la storia di uno dei protagonisti di quel calcio, ancora umano, mitico e commovente, che è Protti, un campione che è riuscito a farsi amare in tutte le piazze in cui ha giocato. «Alla fine del 2024 con Battocchi, tifosissimo come me del Livorno e di Igor Protti, c’è venuta l’idea del documentario», ricorda Dal Canto. «Premesso che per noi era un’icona, capocannoniere in A con una squadra retrocessa, il Bari, caso unico nella storia del calcio italiano, uno di quelli che da adolescente prendevi al Fantacalcio, che non fosse mai riuscito ad arrivare in Nazionale con quei numeri, giocando peraltro in squadre importanti come Lazio e Napoli, era un’anomalia». Forse anche per “lo Zar”, come fu ribattezzato Protti. «Peraltro era l’Italia di Sacchi, che Igor aveva avuto come allenatore a Rimini quand’era giovane, anche se Protti, molto diplomaticamente, ha sempre detto che all’epoca c’erano grandissimi campioni, e che per un ct fare delle scelte non era facile».
L’ultima partita – Dietro la grandezza di Protti c’è l’umiltà dell’uomo. L’umiltà dei campioni veri dello sport. «Quando gli abbiamo proposto di partecipare al documentario è rimasto meravigliato», svela il regista toscano, «ma si è reso subito disponibile. Abbiamo girato nella primavera dell’anno scorso tornando in tutte le città in cui aveva giocato: attraversare con Igor i quartieri dove tutti lo osannavano come Maradona è stato incredibile». Nel 1999 Protti – che affronta oggi un’altra e più difficile partita, quella contro il cancro al colon scoperto 10 mesi fa – rinunciò a un ingaggio miliardario per tornare a Livorno, dove ha appeso gli scarpini al chiodo 20 anni fa, ricevendo nel 2007 la cittadinanza onoraria, che gli ha conferito anche il Comune di Bari.
Il documentario è impreziosito dalle testimonianze di allenatori e compagni tra cui Walter Mazzarri, Beppe Signori e Giorgio Chiellini.
