Chi è cresciuto a pane ed emozioni forti non potrà certo dimenticare un classico come “Heat: la sfida”. La pellicola del 1995, diretta da Michael Mann e interpretata dal duo di pesi massimi Al Pacino e Robert De Niro, ha saputo ridefinire il genere crime dell’epoca, contando su un’eccellente qualità delle interpretazioni e su un perfetto equilibrio tra regia e scrittura.

Sullo sfondo della criminalità losangeliana e della lotta per la legalità, abbiamo assistito a sequenze indimenticabili e ancora oggi citate a gran voce: come dimenticare, ad esempio, l’iconica scena della rapina in banca, considerata tra le migliori mai girate nel genere? Il merito è del suo taglio quasi documentaristico e delle sezioni coreografate come un’autentica operazione militare.

Un cult di questa portata ha sempre fatto sperare i fan di poter assistere, prima o poi, a un seguito degno del suo nome. E, come i più interessati ricorderanno, l’annuncio ufficiale di “Heat 2” risale ormai al 2023, sempre sotto la guida dell’insostituibile Mann, all’epoca ancora impegnato tra anteprime e comunicati stampa per il suo ultimo “Ferrari”. L’anno successivo, in piena fase di progettazione, il regista aveva fatto trapelare qualche dettaglio sulla durata orientativa dello script e sulle location pensate per le riprese. In occasione di una proiezione speciale di “Miami Vice”, svoltasi nel corso di una masterclass, aveva accennato in proposito: “Sto lavorando alla sceneggiatura sette giorni su sette, ed è lunghissima, o almeno quanto l'originale, che durava 2 ore e 50 minuti. Lo gireremo in Paraguay, e anche a Mexicali, a Chicago e a Los Angeles, e poi nel sud-est asiatico, probabilmente in Bhutan”.

Alla fine dello scorso anno risale invece la conclusione dei lavori sulla sceneggiatura, che Mann avrebbe consegnato poco tempo dopo alla Warner Bros. per dare il via alla produzione. In quella fase aveva dichiarato: «Ho appena finito la sceneggiatura e consegnato la prima bozza. In questo caso, era per la Warner Bros. Più di così non posso dire. Ma è un progetto entusiasmante». Un’altra notizia che non è certo passata in sordina, e che senz’altro farà ulteriormente discutere a lavoro compiuto, riguarda l’intenzione di Mann di utilizzare l’IA per il ringiovanimento e l’invecchiamento degli attori. In occasione del Lumière Film Festival, svoltosi in Francia lo scorso ottobre, aveva accennato: «Non sperimento mai con la tecnologia in modo gratuito. Quando ho una necessità drammatica o estetica, allora approfondisco ciò di cui ho bisogno. L'invecchiamento e il ringiovanimento potrebbero essere molto importanti nel prossimo film».

E, sulla necessità di un budget consistente per assicurare al progetto la qualità sperata, ha aggiunto: «Heat 2 è un film costoso da produrre, ma credo che debba essere fatto con la giusta grandezza e scala. Sarà girato a Chicago, Los Angeles e in Paraguay, e forse anche in alcune parti di Singapore. I drammi vengono realizzati con certi budget per via dei costi, non per avidità. Se fosse stato più economico, avrei potuto girarlo ovunque. Ma è un progetto complesso, e non posso entrare in tutti i dettagli politici».

Suscita non meno curiosità, ovviamente, l’ingaggio degli attori: ad affiancare nomi di rilievo come Adam Driver e Stephen Graham troveremo anche Leonardo DiCaprio e Christian Bale, i quali - come sostenuto dalle fonti di World of Reel - starebbero stati scelti per i ruoli da protagonisti e avrebbero agevolato, con il loro peso mediatico, il via libera della produzione, inizialmente ostacolato dalle elevate richieste di budget avanzate da Mann.

La conferma ufficiale è arrivata proprio da Bale nel corso di un’intervista per Jake's Takes, dove ha rivelato che a breve si sposterà a Chicago per cominciare le riprese insieme a DiCaprio. Nel frattempo, impegnato nel tour promozionale de “La Sposa!” di Maggie Gyllenhaal, Bale ha sottolineato quanto la sua vera personalità sia diversa dai personaggi che interpreta sullo schermo, preferendo di gran lunga il suo lato artistico rispetto a quello quotidiano: «Lo vedo negli occhi delle persone. Guardano i miei film, li amano, poi mi incontrano e scorgo quella terribile delusione per ciò che sono davvero. È vero, che delusione. Quello sullo schermo è me al massimo”. Un dettaglio che, se da una parte può creare dispiacere in alcuni fan, garantisce perlomeno il massimo dell’impegno in questa nuova fatica che lo attende.

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