EroCaddeo, il primo album “scrivimi quando arrivi (punto)” è il racconto di un’intera generazione
Fuori su tutte le piattaforme il disco (Atlantic Records e Cvlto Music Group) del 27enne di Sinnai. L’omaggio alla sua terra con “No potho reposare”Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ci sono dischi che parlano d’amore e altri che te lo fanno sentire, respirare, vivere, come una febbre che sale piano. E "Scrivimi quando arrivi (punto)", l’album di esordio di eroCaddeo uscito ieri su tutte le piattaforme musicali per Atlantic Records e Cvlto Music Group, appartiene di diritto a questa seconda categoria. Ogni brano apre una stanza diversa: la vertigine dell’inizio, la quiete fragile dell’abitudine, la ferita delle distanze, la luce che resta anche quando tutto sembra finire. E dietro l’ultima porta, ecco un canto di oltre cent’anni fa, ma ormai senza tempo, che consola un cuore trafitto dalla lontananza: la lirica del poeta di Sarule Badore Sini “No potho reposare”, la più bella e famosa canzone d'amore sarda.
Il 27enne di Sinnai, secondo a X Factor 2025 ed ex vincitore del Radiolina Contest, con il suo primo disco ci porta per mano in un viaggio di dodici pezzi in cui si dipana il racconto intimo non solo di un ragazzo ma di una generazione che ancora cerca se stessa in un mondo in rapido cambiamento, con la paura di crescere, di sbagliare direzione, di perdersi prima ancora di scoprirsi.
Partendo da un’intro musicale - piano, violino, violoncello e contrabbasso – si entra nel vivo con la malinconia ostinata di "Parlo ancora di te", l'incertezza come stato permanente di "Metti che domani te ne vai", e poi in “Cani” l’intimità fatta di gesti minuscoli che valgono più di qualsiasi promessa formale.
La traccia numero cinque è “Luglio”, inno a Cagliari e all’affetto che resiste in cose piccole e grandi come un tramonto sulla spiaggia del Poetto, cantata come allo stadio in Fiera lo scorso 23 dicembre e qui anche in versione acustica. E poi la spasmodica necessità di conquistare altri “Cinque minuti” d’amore e la consapevolezza di quanto possa far male con “Gravità zero”. Ancora: l’inedito spoilerato a Cagliari, “Odio il caffè”, una ripugnanza scatenata da una speciale tazzina rotta e dal freddo che si può provare quando ci si sveglia soli.
Impreziosito da un finale alternativo “Punto”, il singolo nella Top 50 Italia di Spotify per oltre un mese nonché il più streammato di X Factor. E si chiude con la commovente interpretazione di “No potho reposare”, che Sini scrisse in sestine per la sua “Diosa” e che Giuseppe Rachel musicò. Un filo rosso che unisce gli innamorati di ieri e di domani, e un omaggio alla sua terra.
Per Damiano Caddeo una narrazione che si muove lungo coordinate indie-pop ed elettroniche minimali, con produzioni misurate che lasciano spazio alla voce e al testo. I beat sono morbidi, i synth rarefatti e le atmosfere quasi notturne. Un punto di svolta o, più probabilmente, una conferma di quanto il suo talento sia uno più interessanti dell’attuale panorama musicale italiano. Ma soprattutto, dopo le 12mila presenze ai concerti in Sardegna, una scaletta di tutto rispetto per il tour di aprile che toccherà Milano (due date dopo il primo sold out in meno di 10 ore dall’apertura delle prevendite), Torino, Roma, Bologna, Napoli e Treviso.
