“Buen Camino”: il nuovo film natalizio di Checco Zalone abbatte qualsiasi record ai botteghini
Per il comico pugliese 27 milioni di euro dalla distribuzione in 771 cinema e una media per sala di 34.847 euroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Con il consueto appuntamento natalizio che straccia la concorrenza al box-office nazionale, il ritorno al cinema di Checco Zalone con “Buen Camino” sembra non solo aver rispettato, ma addirittura superato le più rosee previsioni di mercato. Nel corso dell’ultimo weekend di dicembre, il titolo è riuscito a battere perfino gli incassi del peso massimo “Avatar: Fuoco e Cenere” e a stabilire la migliore apertura per un film di Natale mai registrata al cinema, con 27 milioni di euro dalla distribuzione in 771 cinema e una media per sala di 34.847 euro.
I risultati premiano, fra gli altri aspetti, la scelta di Zalone di tornare a collaborare con il regista Gennaro Nunziante, dopo “Tolo Tolo” del 2020, realizzato in autonomia. Impressionante constatare, inoltre, una crescita dell’affluenza in sala di circa il 256.5% rispetto alla settimana precedente e dell’87% in confronto allo stesso weekend del 2024. Un esito che, senza entrare nello specifico dei freddi numeri, corrisponde al doppio dei risultati ottenuti dal film di Cameron e che suggerisce l’assenza di rallentamenti in vista delle prossime settimane.
Contraddistinto dall’inconfondibile comicità del comico pugliese, il film racconta la storia di un uomo ricco e superficiale che assiste alla scomparsa di sua figlia poco prima del suo cinquantesimo compleanno. Scoperto che la giovane è partita per compiere in solitaria il Cammino di Santiago de Compostela, il padre si metterà alla sua ricerca, cogliendo l’opportunità del viaggio per indagare su sé stesso e sulle scelte compiute nella sua vita. Una trama che è certamente in linea con lo stile artistico di Zalone e Nunziante, come esplicitato anche in una passata intervista: «Bisogna sempre arrivare ai finali, è questo l'elemento più importante delle commedie italiane. In mezzo alle battute c'è poi una rigenerazione, e se c'è una differenza quella sta tutta nell'evoluzione dell'uomo, nella sua miseria o follia. Questo è il lavoro che deve fare il cinema. […] Invece di lamentarsi del politicamente corretto, bisogna essere intelligentemente scorretti».
Inevitabilmente, proprio a fronte di una risposta del pubblico del tutto fuori scala, non sono mancate le polemiche nei confronti di Zalone, accusato di buonismo e di un atteggiamento fin troppo compiacente verso il pubblico generalista. In sua difesa è intervenuto il regista Antonio Piazza, pubblicando il seguente post su Instagram: «Volete a tutti i costi fare di Zalone ciò che Zalone non vuole essere: un maestro. E usarlo come randello per impartire lezioncine assurde al cinema italiano. Nel crollo generale delle infrastrutture educative e sociali, e dentro un contesto internazionale tutt'altro che favorevole, la vitalità artistica e commerciale del cinema italiano è un piccolo miracolo. Dovreste ringraziarlo, il cinema italiano! Non redarguirlo [...]».
In risposta a chi ha innescato la polemica, probabilmente non vedendo di buon occhio gli incassi del film, è intervenuta con alcune considerazioni anche Martina Colombari: ex Miss Italia e attrice italiana nota soprattutto nei primi anni Duemila, che dopo la sua apparizione televisiva in “Ballando con le stelle” ha ritrovato ulteriore visibilità proprio grazie a “Buen Camino”, interpretando il personaggio di Linda. Accusando i detrattori, senza mezze misure, di essere invidiosi del successo di Zalone, ha dichiarato nella sua ultima intervista a Il Messaggero: «Gli italiani non gioiscono del successo altrui. Checco Zalone ha la possibilità di affrontare argomenti considerati inopportuni grazie alla sua comicità. Se lui parla di prostata infiammata fa ridere, un altro sarebbe volgare. Zalone è un comico intelligente e in vari momenti del film dice le cose che la gente pensa».
E, accennando alla trasformazione fisica compiuta per il ruolo, assumendo un look attempato e sciatto come non si era mai vista prima, ha aggiunto: «Sono felice di rinunciare alla mia bellezza o di metterla in secondo piano. Mi ha precluso delle opportunità: un regista mi disse che nel ruolo di una cieca non sarei stata credibile. In Buen Camino mi sono divertita tanto, mi è piaciuto trasformarmi. E pensare che al provino Checco e Nunziante avevano quasi paura a chiedermi di imbruttirmi. Mi hanno domandato se fossi disposta a dimenticare la Martina di oggi».
