Bandito canta la Sardegna a Sanremo: «Libera Sa Terra»
Il cantautore sassarese, diventato famoso per le reinterpretazioni di brani famosi in sardo, in Riviera con i suoi inediti. E un omaggio a Piero Marras«L'eolico va bene / sì però / diciamo noi dove metterlo». Bandito, all’anagrafe Antonio Meleddu, 23 anni, cantautore sassarese, porta davanti all’Ariston la battaglia contro lo sfruttamento della Sardegna. “Libera Sa Terra” è «una lettera d'amore per l’Isola» e un biglietto da visita per farsi conoscere al grande pubblico sanremese, quello che affolla la città dei fiori nei giorni del Festival.
Bandito è diventato virale sui social con un’idea semplice ma geniale: reinterpretare in sardo grandi successi nazionali (l’anno scorso da Sanremo “L’albero delle noci” di Brunori Sas, ma anche “La cura per me” di Giorgia e “Volevo essere un duro” di Lucio Corsi) e internazionali (tra cui Ed Sheeran e gli Alphaville). E non si è fatto mancare sigle storiche dei cartoni animati, come “Holly e Benji”.
Una visibilità che gli ha permesso di avere un pubblico vastissimo per i suoi inediti. Quest’anno è tornato in Riviera per esibirsi per le strade, ospite di Ticketmaster. «Sta andando molto bene - racconta - mi sto divertendo molto». Il repertorio che propone sono «canzoni mie e qualche cover perché attirano gente, ma sono qui soprattutto per la mia musica». E non perde occasione di celebrare la tradizione sarda, come con il capolavoro di Piero Marras del 1987 “Domos de pedra”. «C’è un flusso di gente continuo», spiega, e nella folla ha individuato anche una compagna di classe delle scuole elementari.
Tra i suoi preferiti del Festival di quest’anno Levante, Nayt, Fulminacci. E le quattro Nuove Proposte, «progetti musicali che valorizzano il cantautorato». Arrivarci non è semplice ma «mi piacerebbe».
