Considerato ormai uno tra i volti di Hollywood più riconoscibili, specie quando si tratta di valutare la versatilità oltre al talento, Andrew Garfield vanta oggi, appena varcata la soglia dei quarant’anni, un’ascesa nel cinema che solo a pochi altri si potrebbe riconoscere allo stesso livello. Esordendo ancora giovanissimo al fianco di Robert Redford in “Leoni per Agnelli”, la star ha bruciato le tappe della carriera, collaborando fin dagli inizi con maestri del calibro di Terry Gilliam, David Fincher e Martin Scorsese, per arrivare più recentemente ad affiancare Luca Guadagnino nell’incalzante “After the Hunt”.

Ma la maggior parte del pubblico lo ricorderà principalmente per il suo esordio nel mondo dei cinecomic: in “The Amazing Spider-Man” - il reboot del 2012 targato Sony Pictures, uscito dopo l’iconica trilogia di Sam Raimi - Garfield dà mostra di una caratterizzazione dell’Uomo Ragno pienamente in linea con la controparte cartacea e capace, per questo motivo, di conquistare fin da subito l’attenzione della fanbase, oltre a quella del pubblico generalista.

Un successo che ha portato nel 2014 al sequel “The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro” e, ancor più incisivamente, a una sorprendente apparizione nell’ultimo “Spider-Man: No Way Home”, al fianco dell’attuale arrampicamuri interpretato da Tom Holland e di quello ormai divenuto storico di Tobey Maguire. Rispettando tutti i pronostici, l’inedito trio ha fatto sobbalzare la schiera dei fan più incalliti e fatto sperare in un loro ulteriore coinvolgimento nei prossimi progetti dei Marvel Studios.

Proprio in una recente intervista a Hits Radio, Garfield ha ricordato con gioia le emozioni provate con il film e accennato a un suo possibile ritorno nell’universo fumettistico. Riflettendo innanzitutto su chi, a sua detta, sarebbe l’attrice perfetta per interpretare “Spider-Gwen”, l’attore non ha potuto che pensare a Emma Stone, sua precedente compagna sul set e, per un breve periodo, anche nella vita: «Sì, potrebbe. Voglio dire, perché no? Diretta da Yorgos Lanthimos! Sì, penso che potrebbe fare qualsiasi cosa. Lei è un'attrice così incredibile».

E, tornando all’esperienza vissuta in “No Way Home”, la star ha svelato qualche dettaglio inedito su una scena diventata celebre: «Tutta quella sequenza è stata improvvisata. L'idea era che volevamo semplicemente che ci fossero tre Spider-Men che parlavano delle loro esperienze e si scambiavano appunti e riflessioni. Facciamo semplicemente delle lunghe riprese e scopriamo se c'è qualcosa di fantastico. E c'era così tanto tra cui scegliere».

Ricordando i momenti di calore umano e sostegno reciproco, ha aggiunto: «Quel momento mi ha sorpreso. Ho pensato: oh, quello è stato realmente dolce. E sentirne parlare da Tobey, che era il mio Spider-Man mentre stavo crescendo, è stato semplicemente tutto molto meta-personale e perfetto. Sono stato davvero, davvero felice di esserne semplicemente una parte, davvero».

Un’altra novità che ha fatto discutere sul conto dell’attore è stata la scoperta della sua scarsa familiarità, fino a poco tempo fa, con il mondo cinematografico di “Harry Potter”. Ammettendo, in sede di intervista, di aver recuperato solo di recente l’intera serie di film, Garfield ha voluto innanzitutto esprimere parole di stima al collega Daniel Radcliffe per la sua interpretazione: «Daniel è incredibilmente bravo. Onestamente, non avevo mai visto i film di Harry Potter fino a poco tempo fa... è davvero molto bravo in quei film. Quei film sono davvero fatti bene».

A seguire, la star non ha potuto fare a meno di esprimere un’opinione sulle critiche rivolte a J.K. Rowling per le sue accese posizioni contro la comunità transgender. Da sempre sostenitore dei diritti LGBTQ+, ha affermato, distinguendo consapevolmente l’artista dalla sua opera: «So che è una questione controversa e che non dovremmo sostenere economicamente le posizioni disumane di colei che non deve essere nominata... ma l'anima e lo spirito di quei film, l'essenza dei temi, il lavoro dei ragazzi e degli artisti... non si può buttare via tutto».

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