Dopo il successo dei primi due appuntamenti, la rassegna musicale Santa Giusta Sound 2026 torna domani giovedì 17 settembre con una delle serate più attese del programma. Alle ore 21, a Corte Figus, saranno protagonisti i Barrittas, formazione che occupa un posto di primo piano nella storia della musica sarda e che proprio tra Oristano e Santa Giusta mosse i primi passi all’inizio degli anni Sessanta. La nuova rassegna promossa dal Comune di Santa Giusta e organizzata dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo ha già mostrato, nelle prime settimane, la capacità di richiamare il pubblico attorno a un progetto che intreccia musica, memoria e identità del territorio. Il debutto con The Master Trio ha portato a Corte Figus le atmosfere e le contaminazioni del jazz, mentre il secondo appuntamento, “La Notte dei Salis”, ha riportato al centro del racconto la straordinaria esperienza artistica dei fratelli Antonio e Francesco Salis.

Due serate differenti per linguaggi e repertori, accomunate dall’ottima partecipazione del pubblico e dalla volontà di riscoprire alcune delle pagine più significative della storia musicale sarda. Ora il viaggio prosegue con i Barrittas e con un ritorno alle origini del beat nell’Isola. Nati nei primi anni Sessanta nell’Oristanese, i Barrittas furono infatti tra i gruppi sardi capaci di intercettare molto presto la rivoluzione del beat e del rock, che proprio in quegli anni stava cambiando radicalmente la musica popolare italiana ed europea. Con Benito Urgu, Antonio e Francesco Salis e i diversi musicisti che nel corso degli anni ne hanno fatto parte, il gruppo portò nei locali, nelle piazze e successivamente anche fuori dalla Sardegna un repertorio nel quale convivevano successi internazionali, composizioni originali, rock, beat e ironia. Una storia che non rimase confinata nell’Isola. Nel corso degli anni Sessanta i Barrittas riuscirono infatti a inserirsi nel panorama musicale nazionale, partecipando anche a una delle sperimentazioni più particolari di quella stagione: le Messe beat, nelle quali i nuovi linguaggi della musica giovanile entravano all’interno della liturgia. Il concerto del 17 settembre rappresenta dunque molto più di un nuovo appuntamento musicale.

È uno dei passaggi centrali del progetto culturale di Santa Giusta Sound, nato con l’obiettivo di riportare alla luce una stagione di particolare fermento artistico e restituirla al pubblico contemporaneo. C’è infatti un filo che collega direttamente i Barrittas alla storia musicale di Santa Giusta. Parte dal beat degli anni Sessanta, passa attraverso la ricerca artistica di Antonio e Francesco Salis, incontra il progressive e le contaminazioni dei decenni successivi e arriva fino alle esperienze che ancora oggi continuano a reinterpretare la cultura musicale sarda. «Questo evento rappresenta un progetto culturale che nasce dalla volontà dell’Amministrazione comunale di valorizzare una parte significativa della storia e dell’identità della nostra comunità – sottolinea il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus –. Santa Giusta ha espresso, nel corso dei decenni, esperienze artistiche e musicali di grande rilievo, capaci di contribuire in maniera importante alla crescita della scena culturale sarda».

Il riscontro ottenuto dalle prime due serate conferma anche l’interesse per un progetto che vuole andare oltre la semplice successione di concerti, trasformando la musica in uno strumento attraverso il quale ricostruire una memoria collettiva e metterla in relazione con il presente.

«Santa Giusta Sound nasce dal desiderio di recuperare quella memoria, farla rivivere a chi l’ha conosciuta e soprattutto raccontarla alle nuove generazioni», spiega il direttore artistico Nicola Urru, che ha costruito il programma partendo dalle esperienze artistiche che, dagli anni Sessanta in avanti, hanno legato Santa Giusta e l’Oristanese alla scena musicale dell’Isola. Il concerto dei Barrittas assume così un significato particolare all’interno della rassegna: riporta simbolicamente Santa Giusta Sound alle origini di quella storia, quando il beat stava trasformando il modo di fare musica e giovani artisti sardi cominciavano a confrontarsi con le grandi novità provenienti dal resto d’Italia, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, reinterpretandole attraverso una propria sensibilità. Dopo il concerto dei Barrittas, Santa Giusta Sound 2026 continuerà con altri due appuntamenti, sempre alle 21 a Corte Figus. Giovedì 24 settembre sarà protagonista Antonio Lotta con lo spettacolo “Le radici dei Janas”. Compositore e polistrumentista, Lotta ha attraversato diverse stagioni della musica sarda, dall’esperienza con i Salis fino alla nascita, nel 1992, del progetto Janas, nel quale canto, polifonia, strumenti della tradizione e linguaggi contemporanei incontrano leggende e racconti della cultura popolare dell’Isola. La conclusione della rassegna, giovedì 1° ottobre, sarà invece affidata al direttore artistico Nicola Urru con “Racconti e canzoni”, uno spettacolo che attraverserà quasi cinquant’anni di musica, teatro e sperimentazione: dagli esordi nell’Oristanese e dalle collaborazioni con Benito Urgu e i Salis fino alla lunga esperienza professionale al Teatro alla Scala di Milano e ai più recenti progetti legati alla Sardegna.

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