“A Knight of the Seven Kingdoms” convince la critica specializzata
La serie è tratta dall’universo de “Il Trono di Spade”(Ansa)
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Per i patiti delle opere di George R.R. Martin e, non meno, per chi si è fatto rapire dalle atmosfere epiche de “Il Trono di Spade” e di “House of the Dragon” direttamente sul piccolo schermo, è finalmente disponibile sul servizio HBO Max la serie spin-off “A Knight of the Seven Kingdoms”. Tratto dal racconto breve “Le avventure di Dunk e Egg”, all’interno della raccolta ambientata novant’anni prima degli eventi narrati nelle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, l’adattamento ci porta a vivere le entusiasmanti vicende di Ser Duncan l’Alto e del suo scudiero Egg, mentre vagano per Westeros in cerca di avventure nel periodo in cui la dinastia Targaryen governava sui Sette Regni.
Con l’episodio pilota, che ha debuttato lo scorso 18 gennaio, la serie ha fatto discutere già prima della messa in onda, dopo aver fatto incetta di giudizi positivi da parte della critica specializzata. In un periodo in cui l’emittente televisiva ha tentato con ogni mezzo di recuperare la fiducia dei fan - in particolare dopo il finale deludente de “Il Trono di Spade”, che ancora pesa sulla sua credibilità - “A Knight of the Seven Kingdoms” ha conquistato sul sito Rotten Tomatoes, su un totale di 52 recensioni, un punteggio dell’87 % di gradimento. Un risultato che si allinea a quello ottenuto in precedenza da “House of the Dragon”, ma che inevitabilmente non regge il confronto con il 90% delle prime stagioni de “Il Trono di Spade”.
A chiarire ancora meglio la qualità del prodotto sono i commenti condivisi dalla stampa sui social e sui siti specialistici. Ha scritto la rivista Empire: “Come i suoi eroi, mantiene una bussola morale cavalleresca e antiquata: una serie che ha semplicemente giurato di proteggere gli innocenti”. TV Guide, invece, afferma con molto meno entusiasmo: “Se vi piace Il Trono di Spade per la sua grandiosità, rimarrete delusi”.
Più esaustivo il parere di Variety, che sostiene: “In prospettiva, A Knight of the Seven Kingdoms è una gestione intelligente della proprietà intellettuale, che fa conoscere ai fan gli angoli meno noti della complessa tradizione costruita da George R.R. Martin, fornendo al contempo una dose più regolare rispetto alla serie principale”.
A testimoniare il tono profondamente diverso rispetto agli show precedenti - meno incline al fantasy politico e più orientato alla buddy comedy - sono alcuni contenuti già presenti nella prima puntata. Una di queste, che vede il protagonista intento a espletare le sue funzioni corporee dopo aver accettato di partecipare a un torneo, avrebbe addirittura stupito lo stesso Martin, che ha dichiarato a “The Hollywood Reporter”: “Sì, quella è stata un po' una sorpresa. Non voglio dire che i miei personaggi non defecano, ma normalmente non ne scrivo affatto. Quando ho visto il montaggio iniziale, ho scritto: che cosa è questo? Da dove viene. Non so se abbiamo realmente bisogno delle feci. Ma per qualche motivo piaceva allo showrunner”.
A giustificare l’inserimento della scena è stato, appunto, lo stesso Ira Parker, showrunner della serie, che senza voler snaturare in alcun modo lo spirito dell’opera ha voluto, al contrario, chiarire fin da subito la natura del protagonista: “Sentiva quella chiamata verso la grandezza che sentiamo tutti quando decidiamo che faremo qualcosa di realmente difficile che non abbiamo mai fatto prima. È un po' spaventoso e ti senti: okay, sarò quella persona. Lo farò! Prende in mano la spada. Ci sta pensando”.
E poi, entrando nello specifico: “Ma poi si rende conto della realtà del farlo, di quanto sia difficile, di come sia spaventoso, e quello gli fa tremare le viscere. Perché non è ancora un eroe, capite? E tutto quello che stiamo cercando di dire è che Dunk non lo è ancora, è solo un ragazzo nervoso con uno stomaco irritabile, proprio come me. E per quanto voglia realmente fare qualcosa di grandioso, non appena deve andare e farlo, diventa più complicato. Ed è quello che racconta l'intera stagione”.
Inevitabilmente, alcuni momenti del racconto originale non hanno trovato spazio nello show, poiché, a conti fatti, sarebbero potuti risultare eccessivi agli occhi degli spettatori: “Ce ne sarebbe stata un'altra... è venuta fuori molto presto nella sala degli sceneggiatori. Stavamo parlando di dove le persone possono andare in bagno durante un torneo. Sono tutti in campeggio in mezzo al nulla e, ai tempi, venivano scavate delle trincee e si formava una lunga fila. C'erano anche delle strutture appositamente predisposte: se si faceva nei boschi, c'erano delle corde attaccate agli alberi in modo da potersi appoggiare in posizione accovacciata sopra la fossa, che si sperava fosse in discesa. (nella scena) Erano solo Dunk ed Egg che conversavano amabilmente mentre gli altri facevano quelle cose accanto a loro. Poi la corda di qualcuno si spezzava, cadevano dentro quella cosa e... beh, per noi era davvero troppo!”.
