Vladimir Putin è preoccupato dal rischio di un golpe o tradimenti fra i suoi fedelissimi, al punto che avrebbe rafforzato la sorveglianza dei suoi collaboratori, compresi fotografi e cuochi.

A sostenerlo è un rapporto di un'agenzia di intelligence europea ottenuto dalla Cnn, secondo il quale il Cremlino ha drasticamente rafforzato la sicurezza personale dello zar a seguito di una serie di omicidi di alti ufficiali militari russi e i timori sempre più diffusi di un colpo di stato a Mosca.

Secondo il rapporto degli 007 occidentali alcune di queste misure sarebbero state introdotte solo negli ultimi mesi e a seguito dell'uccisione dell'alto generale russo Fanil Sarvarov avvenuta a dicembre, evento che ha scatenato uno scontro tra vertici dell'apparato di sicurezza russo.

LE MISURE – Oltre a installare sistemi di sorveglianza nelle case dei suoi collaboratori, anche gli chef, le guardie del corpo e i fotografi che lavorano con il presidente hanno il divieto di utilizzare i mezzi pubblici, mentre i visitatori del capo del Cremlino devono essere sottoposti a doppi controlli. E coloro che lavorano a stretto contatto con lui possono utilizzare solo telefoni cellulari senza accesso a internet.

STOP ALLE VISITE – Nella stretta sulla sua sicurezza personale, Putin e la sua famiglia hanno poi smesso di recarsi nelle loro solite residenze nella regione di Mosca e alla dacia estiva di Valdai, contro la quale la Russia ha denunciato alla fine dello scorso anno un attacco con droni da parte di Kiev. Inoltre, l'intelligence europea non ha ancora registrato quest'anno visite dello zar alle strutture militari russe, a differenza dei viaggi regolari avvenuti nel 2025.

RISCHIO COMPLOTTO – Secondo la Cnn, le misure suggeriscono una crescente inquietudine all'interno del Cremlino, alle prese con problemi sempre più pressanti sia in patria che all'estero: secondo un'analisi dell'Afp, per la prima volta da metà 2023 le forze russe hanno perso terreno ad aprile in Ucraina. A tutto questo, si aggiunge il pericolo di un rovesciamento dello strapotere dello zar: stando a quanto riferito dal dossier, dall'inizio di marzo 2026 «l Cremlino e lo stesso Vladimir Putin sono preoccupati per la possibile fuga di informazioni sensibili, nonché per il rischio di un complotto o di un tentativo di colpo di stato contro il presidente russ»". Il documento avanza addirittura il nome di Serghei Shoigu: l'ex ministro della Difesa, ora segretario del Consiglio di Sicurezza russo, «è associato al rischio di un golpe poiché conserva una notevole influenza all'interno dell'alto comando militare». 

Non è poi casuale che il dossier giunga dopo che Mosca ha annunciato importanti cambiamenti alla parata del 9 maggio: l'evento di quest'anno si svolgerà infatti senza armamenti pesanti. Una scelta giustificata dal Cremlino con i timori di possibili attacchi ucraini, interpretata invece da Kiev come un'ammissione di debolezza da parte di Mosca. 

(Unioneonline/v.l.)

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