Con l'arrivo della nave a Porto Torres, si è concluso ieri il pellegrinaggio organizzato dall'Oftal Sardegna, che ha visto la partecipazione di circa 600 persone provenienti da tutte le parti dell'Isola. Protagonisti centinaia di ammalati, volontari e tanti semplici pellegrini, i giovani in particolare, aderenti all'Oftal, l'organizzazione cristiana, impegnata non solo al trasporto dei malati a Lourdes, ma anche in diverse attività.

Un pellegrinaggio che ha visto la partecipazione di tante persone della provincia di Nuoro, ma anche dal Sulcis-iglesiente, dal sassarese, dalla Gallura, dell'oristanese e del medio Campidano, oltre che da Ozieri e dalla zona dell'anglona, che hanno raggiunto Lourdes in nave e in pullman e due aerei. Presieduto dal vescovo di Ozieri, monsignor Corrado Melis e dal presidente nazionale dell'Oftal, monsignor Paolo Angelino, il gruppo sardo, coordinato da Tore Acca, ha vissuto cinque giorni intensi. L'intero pellegrinaggio ha visto per la prima volta la guida tecnica composta da soli giovani, quali Luigi Nieddu, Giuseppe Campus e Riccardo Ollargiu.

«La pagina del Vangelo si è realizzata anche in questo pellegrinaggio», dice monsignor Corrado Melis, «col segno davanti alla grotta di Lourdes, da dove sgorga la sorgente di vita, indicata da Gesù, attraverso la Vergine Maria».  Il coordinatore regionale dell'Oftal, Tore Acca, aggiunge: «Abbiamo faticato, abbiamo vissuto giornate meravigliose e siamo tornati a casa contenti e per un certo verso tutti guariti, al servizio di chi vive nella sofferenza. Un pezzo di Sardegna ha caratterizzato questi cinque giorni, lasciando in tutti noi un'impronta indelebile». Al pellegrinaggio vi ha partecipato il parroco di Macomer, padre Andrea Rossi, che ha guidato la folta delegazione del territorio. 

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