Quando si affronta un aneurisma complesso, il tempo può diventare un fattore decisivo. Per alcuni pazienti, poter disporre subito della protesi necessaria, senza dover attendere i tempi di progettazione e realizzazione di un dispositivo su misura, può aprire una strada terapeutica che altrimenti richiederebbe tempi più lunghi.

È questa la novità introdotta dalla Chirurgia Vascolare dell’Arnas G. Brotzu di Cagliari, che ha iniziato a utilizzare una nuova endoprotesi endovascolare per il trattamento degli aneurismi dell’aorta toraco-addominale e pararenale nei pazienti non candidabili alla chirurgia tradizionale.

Il Brotzu è il sesto centro in Italia a ottenere la certificazione per l’utilizzo di questa tecnologia. Si tratta di un’endoprotesi branched pre-cannulata, riposizionabile e immediatamente disponibile, definita “off-the-shelf”. Il primo intervento è stato eseguito a maggio, il secondo a giugno: in entrambi i casi la procedura si è conclusa con successo, portando l’Azienda tra i pochi centri italiani ad avere già maturato esperienza con questa nuova tecnologia.

COME FUNZIONA – La nuova endoprotesi è stata progettata per rendere più semplice il trattamento endovascolare degli aneurismi più complessi: il dispositivo dispone di quattro branche interne già predisposte, che facilitano l’incannulazione dei vasi viscerali e consentono di ridurre i tempi della procedura rispetto alle tradizionali endoprotesi realizzate su misura. La possibilità di utilizzare un dispositivo già disponibile rappresenta inoltre un elemento particolarmente rilevante nei casi in cui non sia possibile attendere i tempi necessari per la produzione di una protesi personalizzata.

LAVORO DI SQUADRA – Dietro i due interventi eseguiti nei mesi scorsi c’è poi un lavoro importante di équipe per mettere a fattor comune competenze diverse, dalla valutazione del caso alla pianificazione dell’intervento, fino alla gestione della procedura in sala operatoria e al percorso successivo. A rendere possibile questo risultato è stata la collaborazione tra i professionisti della Chirurgia Vascolare (medici, infermieri, OSS, tecnici di radiologia e personale di sala operatoria) e gli specialisti del Servizio di Cardioanestesia, della Radiologia e della Radiologia Interventistica. Un lavoro multidisciplinare necessario quando si interviene su patologie aortiche complesse e nel quale ogni competenza contribuisce alla sicurezza e alla riuscita della procedura.

(Unioneonline/v.l.)

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