Mounjaro e altri farmaci per dimagrire, indaga Regione Lombardia: «Uso per tendenze estetiche»
L’allarme dall’Ordine dei farmacisti al Ministero: «Derive meritevoli di un'attenta valutazione istituzionale»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Attenzione massima dalle Regioni sulla diffusione, ormai su larga scala, dei farmaci anti-obesità. A lanciare l’allarme è stato nei giorni scorsi l'Ordine dei farmacisti della provincia di Roma, che in una lettera inviata a ministero della Salute, Aifa, Agcm, Nas e Ordine medici di Roma e provincia ha evidenziato «fenomeni distorsivi, di promozione mediatica, politiche di sconto anomale e dispensazione relativa a Mounjaro e analoghi agonisti recettoriali».
Una situazione definita «di crescente criticità» e una gestione che «sta registrando derive meritevoli di un'attenta valutazione istituzionale». E che ha subito spinto il Ministero a girare la segnalazione ai territori con Regione Lombardia già in fase di verifica.
IL FARMACO – Mounjaro, a base di tirzepatide, è un farmaco iniettabile innovativo utilizzato per il trattamento del diabete di tipo 2 e per la gestione del peso corporeo nei casi di obesità e forte sovrappeso. Approvato dall'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e disponibile in Italia, rappresenta una delle terapie più efficaci di ultima generazione, mostrando nei trial clinici una riduzione del peso corporeo che può superare il 20%. Proprio per questo effetto dimagrante il farmaco è diventato popolarissimo anche tra chi vorrebbe semplicemente ridurre i chili di troppo sulla bilancia, con una domanda che si è allargata ben oltre i pazienti per cui le cure sono pensate.
DIFFUSIONE E CONSEGUENZE – «Negli ultimi mesi – spiega il presidente dell’Ordine dei farmacisti, Giuseppe Guaglianone – si assiste a una forte pressione mediatica e commerciale», alimentata anche dai social, «che tende a banalizzare trattamenti farmacologici complessi riducendoli a mere tendenze estetiche o di costume». Il tutto con il «ricorso a politiche di sconto aggressive e promozioni commerciali finalizzate palesemente a incentivare e invogliare l'acquisto di questi medicinali, trattandoli alla stregua di beni di consumo voluttuari anziché di terapie etiche salvavita». E, come conseguenza, con distorsioni del mercato, logiche di accaparramento speculativo e, soprattutto, il rischio che a pagarne il prezzo siano i pazienti che hanno davvero diritto alla cura e hanno bisogno di continuità terapeutica.
LA SEGNALAZIONE – Il ministero della Salute ha quindi raccolto la sollecitazione, e con una nota del 30 ottobre ha girato la segnalazione alle Regioni, a cui spetta la vigilanza sulle farmacie. Con l’immediata attivazione della Regione Lombardia. «I servizi farmaceutici e i servizi epidemiologici delle Ats – si legge in una circolare inviata agli ordini provinciali – stanno procedendo con le analisi di appropriatezza prescrittiva sui farmaci antagonisti dei recettori anti Gpl-1 con una procedura condivisa a livello di Direzione regionale, al fine di verificare i drivers alla base dell’importante crescita del consumo a carico del SSN sia a livello nazionale che regionale».
Al momento, dunque, solo una fase di verifica, ma che dirà se davvero l’aumento dei consumi sia legato a un bisogno clinico effettivo.
