Il nutrizionista ci spiega quali errori danneggiano il nostro benessere

Non sempre è ciò che metti nel piatto a fare la differenza, ma ciò che accade intorno nel momento in cui mangi. Ci sono errori sottili, quasi impercettibili, che non si vedono ma influenzano profondamente il modo in cui il corpo reagisce al cibo.

Uno di questi è perdere il senso del limite. Non quello imposto dalle regole, ma quello naturale del corpo: quel punto in cui si è già soddisfatti, ma si continua a mangiare senza accorgersene. È un gesto automatico, spesso scollegato dalle reali necessità.

Un altro errore è non dare continuità al corpo. Si passa da momenti di eccesso a fasi di restrizione, senza un ritmo stabile. Questo crea confusione nei segnali interni e rende difficile per l’organismo trovare un equilibrio.

C’è poi una forma più sottile di errore: mangiare senza percepire le conseguenze. Si ignora come ci si sente dopo un pasto: energia, leggerezza, gonfiore, perdendo informazioni fondamentali per regolarsi.

Infine, si sottovaluta l’importanza del contesto. Mangiare in fretta, in piedi o in ambienti caotici porta il corpo a vivere il pasto come un’interferenza. Gli errori invisibili non fanno rumore, ma nel tempo si accumulano.

Pietro Senette

Nutrizionista e ricercatore

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