Ansia, depressione e disagio emotivo: sempre più donne e giovani colpiti
È quanto emerge dal Rapporto Caritas "Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati", presentato a RomaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In tema di disagi riguardanti la salute mentale, la pandemia da Covid-19 ha agito da fattore accelerante, rendendo più visibili fragilità già presenti e determinando un diffuso peggioramento del benessere psicologico, in particolare tra i giovani e le donne, con un aumento significativo di sintomi ansiosi, depressivi e di disagio emotivo. È quanto emerge dal Rapporto Caritas "Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati", presentato oggi a Roma.
Le evidenze epidemiologiche disponibili indicano che in Italia la diffusione dei disturbi mentali è ampia e tutt'altro che marginale.
Gli studi clinici stimano che la prevalenza di almeno un disturbo mentale nel corso della vita vari tra il 18,6% e il 28,5%, mentre nell'arco degli ultimi dodici mesi oscilli tra il 7,3% e il 15,6%. La depressione maggiore interessa tra il 10% e il 17% della popolazione nel corso della vita e circa il 2,6-3% nell'ultimo anno; i disturbi d'ansia colpiscono l'11-17% delle persone nel corso della vita e il 3-5% su base annuale. I disturbi psicotici, come la schizofrenia, presentano una prevalenza più contenuta ma stabile, pari a 3-6 casi ogni 1.000 abitanti. In modo trasversale a tutti gli studi emerge un marcato divario di genere, con una prevalenza di ansia e depressione nettamente più elevata tra le donne.
Le indagini di sorveglianza condotte da Istat, Istituto Superiore di Sanità, Ocse, Oms e Unicef confermano queste tendenze. Nel 2024 l'Indice di salute mentale Istat si attesta mediamente a 68,4 su una scala 0-100. Si tratta di un valore complessivamente stabile nel periodo 2016-2024, con segnali di lieve miglioramento nel medio periodo, che tuttavia nasconde forti differenze per età e genere. In particolare, l'indice di salute mentale - che sintetizza aspetti quali ansia, depressione e benessere psicologico su una scala standardizzata - evidenzia un peggioramento nelle fasce più giovani della popolazione, mentre con l'aumentare dell'età la situazione tende generalmente a migliorare.
In particolare, la fascia di età 14-19 anni registra lo scostamento più marcato nel confronto tra il 2016 e il 2024 (insieme alla fascia 25-34 anni). Per i giovani di 14-19 anni si osserva un calo dell'indice di salute mentale di 1,6 punti. Il peggioramento risulta più accentuato tra le ragazze, con una riduzione di 2,3 punti rispetto al 2016, a fronte di un calo di 0,8 punti tra i ragazzi. In ambito internazionale, l'Unicef colloca l'Italia all'8/o posto tra i Paesi Ocse per la salute mentale dei quindicenni.
L'aumento del disagio mentale trova riscontro anche nei dati amministrativi e di utilizzo dei servizi. Tra il 2019 e il 2023 gli utenti adulti dei servizi psichiatrici sono passati da 826.000 a 854.000 (+3%). Nello stesso periodo si registra un significativo incremento delle richieste di aiuto da parte di cittadini stranieri residenti, pari a circa il 20%, un fenomeno strettamente connesso all'acuirsi delle difficoltà economiche, sociali e abitative in un contesto di crisi prolungata.
Tuttavia, il numero di persone seguite dai Centri di Salute Mentale è diminuito di circa 60.000 unità, senza recuperare i livelli pre-pandemia, evidenziando uno spostamento dell'assistenza dalle strutture territoriali verso i servizi specialistici e il privato accreditato, riflettendo un cambiamento strutturale nelle modalità di risposta del sistema di salute mentale italiano.
(Unioneonline/v.l.)
