La scelta è stata ufficializzata al termine di una tormentata riunione della direzione del Pd a Oristano. L'incontro è stato sospeso più volte, l'ultima durante la votazione di un documento presentato da un gruppo di rappresentanti del partito, in cui si chiedeva un passo indietro all'eurodeputata. Il senatore Giampiero Scanu ha così chiesto di fermare il voto, in attesa di una dichiarazione di Francesca Barracciu. "E' immorale il linciaccio personale che sta subendo", ha detto tra l'altro Scabu a sostegno della vincitrice delle primarie. L'ufficializzazione dello stop alla candidatura scelta con le primarie è arrivata intorno alle 23.30. Una decisione sofferta che avrebbe preso "per il bene del partito".

PAROLE DURISSIME - "La metà del partito, una parte del partito - ha detto Francesca Barracciu davanti alla telecamera di Videolina - guidata da un asse di potere che si è rinsaldato, Soru, Antonello Cabras e Paolo Fadda, secondo me, ha voluto portare il partito a spaccarsi a metà". La direzione verrà riconvocata tra il 2 il 4 gennaio prossimi per la scelta del nuovo candidato in vista delle elezioni del 16 febbraio 2014. L'eurodeputata avrebbe chiesto (e ottenuto) la possibilità di esprimere un parere sulla prossima candidatura. Una sorta di "diritto" di veto che rientrerebbe nelle "garanzie" chieste prima di fare il passo indietro. "So che sto facendo la cosa giusta perchè sto salvando il mio partito - ha chiarito - Questa partita vale il mio destino personale. Sto ricevendo in queste ore decine e decine di messaggi che mi dicono di non mollare".

DITO PUNTATO SU SORU, FADDA E CABRAS - Barracciu ha anche attaccato Renato Soru, Paolo Fadda e Antonello Cabras, rei di aver "spaccato il partito". "E' stata loro - ha detto - l'iniziativa di cercare di portare il Pd ad una spaccatura insopportabile sul mio nome. Siccome voglio che il Pd e il centrosinistra vincano le prossime elezioni, un partito spaccato avrebbe significato sconfitta sicura. A quel punto ho dato la mia disponibilità a valutare un'altra candidatura". Ma è con Soru che l'eurodeputata è andata giù pesante. Pur non citandolo, in un passaggio è stata eloquente: "Non consentirò a nessuno - ha spiegato ai giornalisti - e in particolare a chi ha perso le elezioni nel 2009, a chi ha rinvii a giudizio pesantissimi con processo già fissato a maggio 2014 di fare la morale agli altri. Non consentirò di escludere dalle liste persone o partiti, ad esempio il Psd'Az, non graditi a personaggi come questi".

LE NUBI CON L'INCHIESTA SUI FONDI AI GRUPPI - Il braccio di ferro sulla Barracciu ha scandito la sua candidatura un minuto dopo l'avviso di garanzia che la vede indagata per peculato nello scandalo sui fondi ai gruppi consiliari. Un ciclone giudiziario che ha da subito offuscato quel successo netto ottenuto dall'eurodeputata con le primarie: 52mila elettori infatti le avevano dato il loro sostegno già al primo turno. Ora il passo indietro.
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