Sentenza Todde, Deidda: «Irregolarità sì, decadenza no: così si crea un precedente»
L’esponente FdI: «Se le regole sulla rendicontazione diventano aggirabili con una multa, viene meno il principio di equità tra i candidati»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Nessuno stupore per una sentenza che, pur riconoscendo irregolarità gravi da parte della Presidente Todde e del suo staff, sceglie di non decretarne la decadenza. Tuttavia, ciò che emerge è un precedente giuridico e politico che non può lasciarci indifferenti». Così l'esponente di Fratelli d'Italia, Salvatore Deidda, commenta il deposito della sentenza riguardante i ricorsi sulle spese elettorali della Presidente della Regione Sardegna.
Secondo l'esponente di Fdi, la decisione dei magistrati rischia di scardinare il sistema di trasparenza che vige per ogni candidato: «Con questo pronunciamento si apre una strada pericolosa: il messaggio che passa è che non saremmo più tenuti a presentare rendicontazione e mandatario elettorale. Basterebbe, in pratica, pagare una sanzione pecuniaria, per giunta fissata al minimo edittale di 40 mila euro, per sanare mancanze che la legge definisce sostanziali».
Deidda solleva dubbi anche sulla tempistica della pubblicazione del verdetto: «Non ci aspettavamo notizie diverse, ma colpisce la scelta del 'timing': hanno aspettato la conclusione del referendum per depositare ufficialmente la sentenza, quasi a voler evitare che il dibattito pubblico ne venisse influenzato in una fase così delicata».
«Se la trasparenza ha un prezzo forfettario e le regole sulla rendicontazione diventano aggirabili con una multa, viene meno il principio di equità tra i candidati. È una ferita al sistema democratico che non può passare sotto silenzio», la conclusione.
(Unioneonline)
