«Noi abbiamo chiesto alla coalizione (cioè a Todde e alleati) di aprire una fase di valutazione del percorso sinora fatto, non per nomine ma per ridefinire le regole di ingaggio e di rispetto giuridico». L’obiettivo è anche e soprattutto «stabilire le priorità della seconda fase del mandato». A Oristano, con i maggiorenti  del partito riuniti nella Direzione regionale, l’ha detto Silvio Lai, il segretario del Pd sardo che in quaranta minuti ha dettato la linea di oggi e di domani.

Sullo sfondo la vittoria al referendum («Per il centrodestra è l’apertura di una crisi politica, 15 
milioni di No non si archiviano con qualche dimissione», ha sottolineato Lai), ma ai dem interessa sopra ogni cosa «corregge la rotta in Regione, dove necessario». Il segretario suggerisce di farlo subito, visto che a settembre, quando per il Campo largo arriverà ai primi due anni e mezzo di legislatura, comincerà anche la campagna elettorale per le Politiche 2027 che avrà la priorità. Quindi c’è il rischio concreto di una sovrapposizione che nel Pd vogliono evitare, perché il voto nazionale avrebbe la precedenza.

Lai ha parlato di «fase due» guardando alla prima che «ha prodotto risultati importanti come la vertenza Stato–Regione, con cui è stato rimesso al centro il tema dei diritti della Sardegna come Regione Autonoma e come Isola». Per il tempo che verrà il Pd mette in agenda «la legge 1 sull’organizzazione della Regione, ferma dal 1977; il welfare contro lo spopolamento e la fuga dei giovani; il sostegno alle Università di Cagliari e Sassari; la revisione del sistema di finanziamento delle Asl; la centralità del progetto Einstein Telescope».

Intanto gli schieramenti si organizzano in vista delle Amministrative di giugno, quando nell’Isola, i giorni 7 e 8, vanno alle urne 149 Comuni. Le partite chiave sono a Sestu, Quartu e Porto Torres, i tre centri sopra i 15mila abitanti il cui voto ha una valenza nazionale. Per definire le candidature dei sindaci, a Oristano, sempre venerdì, si è riunito pure il centrodestra che, vista la sconfitta al referendum, ha deciso di ritoccare la strategia: a Sestu sono congelate, per ora, le indicazioni degli assessori uscenti Matteo Taccori (Bilancio) e Massimiliano Bullita (Urbanistica): la coalizione ha chiesto a Michele Cossa, riformatore di lungo corso, ex parlamentare ed ex consigliere regionale, la disponibilità a candidarsi. Nome nuovo anche a Quartu, dove il centrodestra potrebbe presentarsi alle urne con Marco Porcu, ex assessore regionale all’Ambiente, quota FdI (manca ancora l’ufficialità ma la corsa del meloniano viene data per certa). A Porto Torres i candidati a sindaco saranno due per provare a trascinare al ballottaggio il sindaco uscente Massimo Mulas, considerato un avversario ostico: in corsa Ivan Cermelli e Sara Dettori.

Sul fronte del Campo largo, sempre a Porto Torres da registrare la spaccatura nel Campo largo, da cui è uscita Sinistra futura che correrà insieme a Sardegna 20venti con Loredana De Marco. A Quartu la coalizione a trazione Pd-M5S dovrebbe compattarsi sul nome di Graziano Milia, il civico ex dem (nella terza città sarda, però, la corsa potrebbe essere a tre, con anche Roberto Matta, il civico di area centrodestra alla guida del movimento “Turismo e Progresso). A Sestu, sempre per restare nel centrosinistra, nessuna decisione presa: democratici e Cinque Stelle fanno il nome di Michela Mura, anche lei quota Pd, ma i civici della coalizione vogliono portare al tavolo Giancarlo Angioni, primario in pensione.

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