A poco più di un mese dal voto del 4 dicembre la campagna elettorale per il Referendum costituzionale è sempre più d'attualità.

Il premier Renzi ieri ha aperto l'ultima fase della campagna referendaria con un comizio in piazza del Popolo mentre il fronte del no, capeggiato dalla minoranza Dem e dai partiti del centrodestra, è sempre più attivo.

E se non tutti i parlamentari - che pure hanno votato la riforma in Parlamento - hanno capito che cosa cambierà (o non cambierà), anche molti cittadini sono confusi.

Oggi L'Unione Sarda dedica una pagina all'argomento con due interviste - una al presidente della Regione Framncesco Pigliaru, l'altra al suo predecessore Ugo Cappellacci - che illustrano le motivazioni dei due fronti.

Certo è che se passerà la Riforma, la Sardegna avrà tre senatori - due consiglieri regionali e un sindaco - e scompariranno le Province di Sassari, Nuoro, Oristano e Sud Sardegna. Tra le altre novità verrà inoltre soppresso il Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro), l'organo di consulenza delle Camere per le materie del lavoro,

Il quorum per la validità del referendum abrogativo viene abbassato se richiesto da almeno 800mila firmatari. Il limite è fissato alla maggioranza dei votanti alle elezioni politiche precedenti.
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