In Sardegna la vittoria del No è ancora più ampia. I sardi hanno bocciato la riforma del Governo Meloni, che ha incassato una sonora sconfitta nell’Isola.

Alle urne si è recato il 52,8% dei sardi, il No ha vinto con un risultato vicino al 60%: per la precisione 59,44% contro il 40,56% del Sì.

Risultato che ricalca quello della provincia di Cagliari (59,16%). Il No trionfa con percentuali enormi nel Nuorese (64,1%). Anche nella provincia di Sassari (61,5%) e nel Medio Campidano (63,8%) il No supera il 60%. Nell’Oristanese il fronte dell’opposizione prevale con il 56,8%, nel Sulcis con il 59,6%. E prevale anche in Gallura, unica zona in cui si registra un testa a testa, dove il No ottiene il 50,77%.

Il voto nelle città: a Cagliari No sopra il 61%, a Oristano al 57,7%, a Nuoro al 69,4%, a Sassari al 63,7%, a Olbia al 52,5%, a Carbonia 65,8%, a Iglesias 60,3%.

Alessandra Todde – Governatrice

«La Costituzione è salva e resta il faro del nostro agire. Orgogliosa del grande risultato raggiunto in Sardegna», dichiara la presidente della Regione, Alessandra Todde, commentando i risultati del referendum.

Massimo Zedda – Sindaco di Cagliari

«Il fatto che tante cittadine e tanti cittadini abbiano partecipato al voto è sempre un elemento positivo per la nostra democrazia. Le italiane e gli italiani dimostrano, con la vittoria del No, di avere a cuore la Costituzione», ha dichiarato invece il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

Silvio Lai – Segretario del Pd sardo

«Il risultato che emerge dalla Sardegna rappresenta un segnale politico chiaro, forte e inequivocabile. La netta affermazione del No testimonia una partecipazione consapevole e una presa di posizione determinata da parte delle cittadine e dei cittadini sardi», dichiara il deputato Silvio Lai, segretario regionale del Pd. «La Sardegna respinge al mittente la pretesa del governo e della destra di modificare la Costituzione per piegare la Giustizia ai voleri del potere politico. Sconfitta politica per la presidente Meloni che ora non potrà modificare la legge elettorale per i suoi interessi e dovrà al contempo rinunciare a quell'autonomia differenziata che avrebbe diviso in Paese tra Regioni ricche e Regioni povere - aggiunge in una nota - L'esito del referendum non può essere letto solo in chiave numerica, ma esprime un orientamento profondo: la volontà di difendere principi, equilibri istituzionali e una visione della democrazia che i sardi hanno ritenuto non adeguatamente garantita dalla proposta referendaria». 

Piero Comandini – Presidente del Consiglio regionale 

«La risposta arrivata oggi dagli elettori è un risultato positivo e importante per tutti, comunque si sia votato. Il popolo risponde quando viene chiamata in causa la Costituzione e, quando lo fa in modo così chiaro e massiccio, la politica, tutta, ha il dovere di ascoltare e recepirne le istanze»:  così il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini.

(Unioneonline/L)

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