«Questa Riforma sulla giustizia libera la magistratura dalla politica, togliendo alle correnti e,quindi, ai partiti la possibilità di scegliere chi deve essere promosso e chi no e viene restituito il merito ai magistrati. Separiamo le carriere perché crediamo che giudice e pubblico ministero debbano essere separati e non parte della stessa famiglia, introducendo il principio con l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare per cui anche i giudici devono essere chiamati a rispondere dei propri errori».

Dichiarazioni di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, intervenuto nella sala conferenze del Museo del Porto, a Porto Torres, per spiegare le ragioni del “Si” al referendum sulla giustizia, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo. All’incontro hanno partecipato Francesco Mura, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Mauro Rotelli commissario provinciale di Sassari, la deputata Barbara Polo, la consigliera regionale  Francesca Masala e Gian Mario Sircana, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Porto Torres. «La riforma introduce due percorsi distinti per giudici e pubblici ministeri, rafforzando la netta distinzione tra chi accusa e chi giudica, nel pieno rispetto del principio di terzietà del giudice», spiega ancora il deputato di FdI. Il secondo punto è l’istituzione di due Consigli Superiori della magistratura, uno dedicato ai magistrati giudicanti e uno ai magistrati requirenti. «Per la loro composizione, sia i membri togati, per due terzi, che quelli laici, per un terzo, viene introdotto il sorteggio, per arginare le problematiche legate alle correnti interne alla magistratura», sottolinea l’esponente alla Camera. «Non viene lesa la liberta di uguaglianza, - prosegue - ma è esattamente l’opposto: la magistratura attualmente subisce il controllo di una parte politica e, quando veniamo accusati di voler toccare l’equilibrio tra politica e magistratura, forse qualcuno dimentica di dire che vogliamo liberare la magistratura dai partiti e renderla indipendente». 

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