Meloni: «Governeremo sino alla fine». Strali alle opposizioni: «Da loro solo fango». E sugli attacchi a Unifil: «Inaccettabili»
Informativa della premier su esito del referendum, Medioriente e futuro dell’esecutivo. Frecciate al centrosinistra: «Speculano su mio padre morto». Schlein: «Avete già perso, sconfitti dal popolo sovrano al referendum». Conte: «Quattro anni, zero riforme»«Niente dimissioni, né rimpasto», perché «non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo» e «governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare».
Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua informativa sull'azione del governo, in aula alla Camera, commentando l’esito del referendum sulla riforma della Giustizia, definito «un’occasione persa». Gli italiani «sappiano che il governo c'è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all'ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza», ha aggiunto Meloni.
LE DIMISSIONI – Sulle dimissioni del sottosegretario Delmastro e della ministra del Turismo Daniela Santanchè, la premier ha spiegato: «Nei giorni scorsi ho chiesto un passo indietro ad alcuni membri del Governo che pure, nell’esercizio delle loro deleghe, avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici né indolori, a maggior ragione per noi che rimaniamo saldamente garantisti, ma abbiamo voluto ancora una volta anteporre l’interesse della Nazione a quello di partito. Perché non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che nulla hanno a che fare con l’azione di Governo, e che finiscono per oscurarla e che spostano il dibattito dalle soluzioni necessarie per i cittadini, alle polemiche utili per i partiti».
MEDIORIENTE – Sul conflitto Usa-Iran e l’accordo di cessate il fuoco, la premier ha sottolineato che, dopo essere arrivati «a un passo dal punto di non ritorno», c’è «flebile prospettiva di pace da perseguire con determinazione» e condannato «con fermezza qualsiasi violazione cessate il fuoco». Meloni ha anche respinto le accuse di subalternità al presidente Usa Donald Trump, affermando che, di fronte al conflitto con l’Iran, «la posizione italiana è la stessa degli altri Paesi Ue». «Agli alleati – ha proseguito la presidente del Consiglio – si dice con chiarezza quando non si è d'accordo, come sui dazi, come nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan definiti inutili, come sulla Groenlandia e sull'Ucraina. Da ultimo, come nella guerra in Iran, operazione che l'Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato che è emerso nella sua concretezza con la vicenda di Sigonella nella quale l'Italia si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa. Una circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato».
RAPPORTI CON GLI USA – Sul rapporto fra Stati Uniti ed Europa e l'unità dell'Occidente, «mi verrebbe da dire, – ha detto Meloni – prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo». «Siamo testardamente occidentali - ha aggiunto la premier -, perché solo se l'Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli».
UNIFIL – Meloni ha anche parlato della situazione in Libano e degli spari di avvertimento contro i militari italiani vicino al quartier generale di Shama, guidato dalla Brigata Sassari, definendo l’accaduto «un fatto inaccettabile contro il nostro personale Unifil in Libano, a cui ribadiamo la nostra solidarietà e quella della nazione».
STRALI ALL’OPPOSIZIONE – «Lo scenario" internazionale – ha affermato ancora Meloni pungendo le opposizioni – non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l'aumento del corto mondiale del petrolio». Strali soprattutto contro la segretaria del Pd Elly Schlein, accusata di «mentire sul dato della precarietà, che è diverso e verificabile».
CARO CARBURANTI – Sul caro carburanti, «l'Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi,se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche», ha affermato la presidente, aggiungendo che l’Italia «continuerà a 360 l'impegno sul versante internazionale e con serietà come fatto finora sul versante nazionale». Ma, ha proseguito Meloni, «se ci sarà una nuova recrudescenza» del conflitto in Iran «dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato».
IL CASO SELFIE – La premier ha anche parlato del caso di un suo selfie con un personaggio vicino al clan Senese, rimandando al mittente i dubbi sollevati da alcuni giornali e rilanciati dalle opposizioni: «Intendiamo andare avanti sulla proposta di legge della presidente della commissione Antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi. Tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e i fatti all'ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un'opposizione disperata che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata, tirando in ballo un padre, morto per altro, che non vedo da quando avevo 11 anni», ha dichiarato la premier. Poi la proposta: «Mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti».
PIANO CASA – Meloni ha anche annunciato che «in vista della ricorrenza del 1° maggio, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni».
LE REAZIONI – Al lungo intervento di Meloni sono seguite le repliche degli esponenti dell’opposizione. Per la segretaria Pd Elly Schlein quello di Meloni è «un discorso di autoconvincimento, lei ci sfida ma avete già perso quella sfida perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all'opposizione, vi accontenteremo. Se non è troppo impegnata con gli scandali dei suo ministri, – ha aggiunto la leader dem - vi mando una cartolina dal paese reale, quello in cu negli ultimi 4 anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali». «Nessun italiano – ha affermato inoltre Schlein – può dire di stare meglio di 4 anni fa». Sulla posizione italiana rispetto al Medioriente, la segretaria Pd ha incalzato: «L'Italia ripudia la guerra. Trump sull'Iran ha detto che sarebbe morta un' intera civiltà, quel Trump per cui avete proposto il nobel per la pace. Ma dopo tutto quello che sta accadendo, non riuscite ancora a dire a Trump e Netanyahu vi dovete fermare».
«Lei – ha risposto alla premier il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte – racconta una realtà mitologica, la sveglia referendaria non è suonata a Palazzo Chigi. Lei dice ancora “faremo” ma ha un grande futuro alle spalle. Ha citato grandi numeri, ma non due numeretti: quattro anni, zero riforme. Ha detto ci metto la faccia, ma se non ci mette competenza e capacità l'Italia rimane in braghe di tela». «Ci ha sfidato più volte, – ha aggiunto Conte – ma sappia che qui abbiamo più proposte condivise. Gli italiani le hanno dato la sveglia. Noi siamo pronti per la sfida progressista e la manderemo a casa», ha concluso.
(Unioneonline/l.f.)
