"Signor presidente, le scrivo questa missiva soprattutto nella qualità di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura". Inizia così la lettera aperta dell'europarlamentare dell'Idv, Luigi De Magistris, pubblicata sul 'Fattò e nella quale il magistrato annuncia il proprio addio all'ordine giudiziario. De Magistris ripercorre tutta la sua carriera, sottolineando la passione che ha contrassegnato quindici anni di lavoro e soffermandosi in particolare sull'attività svolta in Calabria. Infine ricorda lo scontro sul suo 'casò tra le procure di Catanzaro e Salerno. "Signor presidente - dice De Magistris rivolto a Napolitano - io credo che lei in questa vicenda abbia sbagliato. Lo affermo con enorme rispetto per l'istituzione che lei rappresenta, ma con altrettanta sincerità e determinazione. Ricordo bene il suo intervento - devo dire senza precedenti - dopo che furono eseguite le perquisizioni da parte dei magistrati di Salerno. Rimasi amareggiato, ma non meravigliato". "Signor presidente - prosegue - questo sistema malato mi ha di fatto strappato di dosso la toga che avevo indossato con amore. E il fatto che non mi sia stato più consentito di esercitare il mestiere stupendo di Pubblico ministero mi ha spinto ad accettare un'avventura politica straordinaria". "Nell'animo, nel cuore e nella mente - sottolinea De Magistris - sarò sempre magistrato". E, assicura, eserciterà in questo senso il suo mandato "con un ulteriore impegno: quello di fare in modo che ciò che è accaduto a me non accada mai più a nessuno".
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