Il Pd affronta il "caso" BarracciuA Oristano vertice sulla candidatura
Proseguono a rilento i lavori della direzione regionale del Pd. La corrente "soriana" pensa a un comitato ristretto che guidi il Pd fino agli appuntamenti elettorali. Nel centrosinistra i giovani chiedono agli indagati di fare un passo indietro.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Francesca Barracciu è arrivata a Oristano per partecipare alla direzione regionale del Pd che dovrà confermare o azzerare la sua candidatura alla presidenza della Regione. I lavori non sono ancora iniziati: sono in corso, infatti, una serie di incontri preparatori tra i vertici del partito e la stessa Barracciu. La situazione è tesa, lo dimostrano gli incontri che si sono susseguiti nella sede oristanese del Pd sin dalle 10.30, orario inizialmente indicato per l'avvio dei lavori della direzione.
Ancora in alto mare il Pd: a Oristano è in corso la direzione regionale per dirimere il caso Barracciu. Alcuni alleati del centrosinistra, a cui si sono aggiunti i giovani amministratori che gravitano nell'area, hanno chiesto un passo indietro agli indagati per peculato nell'inchiesta sulla scandalo dei fonti ai gruppi consiliari. Tra questi c'è Francesca Barracciu, vincitrice delle primarie e candidata presidente, che ora però potrebbe essere messa in discussione. Questa accelerazione sulla data del voto complica il percorso già tortuoso del Partito democratico.
Chi si aspettava da Renato Soru una parola chiara sulla sorte della candidata del Pd per la presidenza della Regione, Francesca Barracciu, è rimasto deluso. A Tramatza, chiudendo i lavori di una riunione "aperta a tutte le componenti del Pd" (ma affollata soprattutto di Soriani), l'ex governatore ha ammesso l'esistenza di una questione Barracciu che potrebbe costare la sconfitta alle prossime elezioni regionali, ma non ha detto quale è la sua posizione a proposito. Non ha detto se continua a sostenere la sua candidatura, ma non ha detto neanche se la candidata scelta con le primarie deve fare un passo indietro. Non l'ha attaccata, ma non l'ha neanche difesa. Si è limitato a dire che il problema esiste, visto che il segretario regionale Silvio Lai ha chiesto di risolverlo al segretario nazionale Matteo Renzi, che invece finora non si è voluto accollare questo fardello. Eppure la questione Barracciu è stata il tema centrale del dibattito di quasi tre ore seguito alla relazione introduttiva del sindaco di Villasimius Tore Sanna, che pure non aveva fatto alcun accenno al problema. E tutti quelli che hanno affrontato il nodo hanno chiesto più o meno esplicitamente all'europarlamentare di fare un passo indietro per dare al Pd una possibilità di vittoria alle prossime regionali. Una vittoria che comunque per Soru è possibile. "Possiamo e dobbiamo vincere - ha chiarito - se non altro perché altri cinque anni di governo Cappellacci sarebbero esiziali per la Sardegna".
Ma la corrente del Pd che si riconosce in Renato Soru, prova a dettare l'agenda del partito in vista della direzione regionale in programma domani a Oristano. Lo farà chiedendo di mettere all'ordine del giorno una proposta che, di fatto, significa l'esautoramento dell'attuale gruppo dirigente. L'idea illustrata da Tore Sanna prevede la costituzione di un comitato ristretto composto da persone che non saranno candidate e che avrà il compito di guidare il Pd verso le elezioni e il congresso regionale. La proposta prevede anche il divieto assoluto di deroghe al doppio mandato.
Ma lo scenario politico è stato scosso anche dall'appello dei giovani del centrosinistra, che in una lettera aperta a tutti i militanti e i simpatizzanti del CentroSinistra sardo, ai gruppi dirigenti e al popolo democratico e progressista sardo, chiedono un passo indietro agli indagati.