Cosa ci faceva in Cina Franciscu Sedda,  il consulente della presidente Alessandra Todde  “Esperto in lingua sarda e autonomismo”? A chiederlo, annunciando anche un’interrogazione, è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni. Una prima risposta arriva dal diretto interessato: Sedda scrive che quello contro di lui è «un nuovo tentativo, destrissimo e maldestrissimo, dei nazionalisti italiani isolani di colpire chi rappresenta l’indipendentismo sardo». Non solo: dice Sedda, snocciolando un corposo curriculum, che sfida i suoi detrattori «a trovare una persona che potesse meglio di me dare spessore a una missione internazionale di questa portata». Insomma: di meglio non ci sarebbe stato. 

Il viaggio della discordia è quello effettuato nei giorni scorsi attraverso una missione istituzionale capeggiata dall’assessora ai Trasporti Barbara Manca nella provincia cinese dello Sichuan.  

«Parliamo di una missione ufficiale dedicata a trasporti, mobilità intelligente, logistica e innovazione tecnologica. Temi altamente specialistici», attacca Meloni, «rispetto ai quali stride la presenza di un consulente politico e culturale della presidenza della Regione, le cui competenze appaiono ben lontane dagli obiettivi dichiarati della trasferta». Per l’esponente di FdI «è legittimo chiedersi quale contributo tecnico o istituzionale abbia fornito Sedda durante gli incontri con compagnie aeree, imprese tecnologiche e autorità cinesi. Perché i cittadini sardi hanno il diritto di sapere se questa missione sia servita davvero a costruire opportunità concrete per la Sardegna oppure se si sia trasformata nell’ennesima passerella internazionale a spese dei contribuenti». 

Tirato in ballo Sedda, esponente di A Innantis, risponde attraverso i social: «Devo ammettere che finora non mi ero accorto che esistesse in Consiglio l’onorevole Corrado Meloni di Fratelli d’Italia. La qualità dell’intervento contro di me mi ha fatto capire perché».

Sottolineata la matrice “centralista” dell’attacco, il consulente della presidente continua: «La delegazione della Regione in Cina aveva come primo punto quello di incontrare la Direzione del Dipartimento della Cultura e del Turismo della Provincia dello Sichuan e presentare la Sardegna dal punto di vista identitario e culturale. Cosa che ho fatto con grande soddisfazione di tutti», assicura Sedda.  Per fortuna, prosegue, «la squadra in Cina era piccola ma ben assortita e il lavoro è riuscito molto bene. Con grande apprezzamento di tutti gli attori che abbiamo incontrato, che hanno fra l'altro apertamente vantato la mia conoscenza della cultura dello Sichuan e della Cina».

Detto questo «l’occasione mi sembra buona per sfidare il Meloni e tutti quelli come lui a trovare una persona che potesse meglio di me dare spessore a una missione internazionale di questa portata». E giù di titoli e esperienze professionali: l’elenco fatto da Sedda è lungo. «Ecco, su questa base», rilancia rivolgendosi a Meloni, «mi trova un altro con un curriculum migliore per andare a presentare la Sardegna in Cina davanti al vicedirettore generale del Dipartimento Cultura di una Provincia con 8 milioni di abitanti e 6 siti Unesco?». 

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