Via libera del Consiglio regionale alla manovra estiva da circa 2,5 di euro (trenta voti a favore e 13 contrari). Un provvedimento annunciato a inizio anno e licenziato dalla Giunta ad aprile, cresciuto di valore nel corso dei mesi anche per il riconoscimento di maggiori entrate da parte del ministero dell’Economia.

Dei fondi, un miliardo è destinato interamente alla sanità - a incidere particolarmente sono i 318 milioni per colmare i disavanzi delle Asl - per il resto le misure più importanti si trovano nei capitoli dell’istruzione, del personale (60 milioni per il comparto unico e 23 milioni per Corpo forestale), degli enti locali con l’aumento del fondo unico e dei lavori pubblici.

Significativa, in particolare, la mole di risorse con la finalità di abbattere le tasse universitarie e le rette degli asili nido e per gli Ersu di Cagliari e Sassari - 160 milioni circa in tutto, 250 per tutto il pacchetto di cultura, sport, istruzione e diritto allo studio universitario.

Restano fuori l’investimento da 30 milioni per la fusione degli aeroporti sardi, come pure l’aumento degli stipendi degli staff assessoriali.

Per l'assessore al Bilancio Giuseppe Meloni «dopo tanti mesi di gestazione ora trovarci ad approvare è motivo di grande soddisfazione. Grazie alla collaborazione di tutti. È importante immettere questa ingente quantità di risorse: 2,5 miliardi. Gran parte riferibili al 2026».

Per il capogruppo di FdI Paolo Truzzu «è stata sprecata una grande occasione, la più grande degli ultimi 15 anni». 

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