Guerra nel Psd'Az, l’affondo di Acciaro: «Moro sta coprendo il suo fallimento elettorale»
Ancora veleni dopo il congresso federale provinciale e le dimissioni del segretario cittadino di Porto Torres e della metà degli iscritti della sezione Antonio Simon MossaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Ho portato io Antonio Moro nel Psd’Az più di trent’anni fa e ne conosco pregi e difetti. In questo caso sta soltanto cercando di coprire il suo ultimo fallimento elettorale con un polverone che risponde alla logica del tanto peggio, tanto meglio». Giancarlo Acciaro, esponente storico dei quattromori nel Nord-Ovest della Sardegna, imprenditore e deputato, replica alle dichiarazioni di Antonio Moro, presidente del Partito sardo d’Azione.
Dopo il congresso provinciale federale si è aperta una ferita all’interno del Psd’Az, una spaccatura insanabile in due fazioni, maggioranza e minoranza che ha portato alle dimissioni del segretario cittadino di Porto Torres, Emanuele Riu e alla metà degli iscritti alla sezione Antonio Simon Mossa. «Dietro tutti questi veleni c’è un gruppo che ha governato il Partito per decenni prima dell’ex governatore Solinas –aggiunge Acciaro - e mi fa sorridere che oggi si presentino come “l’innovazione contro la conservazione feroce”: Giacomo Sanna, lo stesso Antonio Moro, Efisio Planetta che è stato consigliere regionale dal 1984 per ben tre legislature, sua moglie Carla, figlia di un altro compianto sardista, l’onorevole Puligheddu, già consigliere e assessore Regionale negli anni ’80, e nominata proprio da Solinas, Garante regionale dell’infanzia. Tutta gente – rincara Acciaro – abituata a gestire il potere e che oggi si trova a disagio nel dover soltanto militare nel Partito senza una prospettiva certa di nuove prebende». E aggiunge su Moro: «È un bravo giornalista e sa usare bene gli strumenti della comunicazione, ma non può pensare che la sua narrazione possa prevalere sulla realtà: se pensa di distruggere il giocattolo perché non glielo si consegna, sta sbagliando. Purtroppo – conclude Acciaro - per lui in politica non ha mai avuto successo, lo abbiamo candidato e sostenuto più volte alle regionali e alle parlamentari ma non è mai stato eletto. Nonostante questo gli abbiamo sempre riconosciuto ruoli di nomina: assistente parlamentare, segretario particolare in Regione, assessore regionale. E nemmeno nel Partito ha mai avuto i numeri per essere eletto, ha sempre usufruito di accordi che gli hanno regalato il ruolo che ha. Non vorrei che questa reazione sia dovuta alla ricerca di un’ennesima nomina, che evidentemente dipende questa volta da altri».
