Guerra dell’Egas, ricorso (da sinistra) di due sindaci contro il presidente voluto da Todde
Dopo lo scontro col Pd sulla nomina di Fabio Albieri c’è il documento che impugna l’elezione, proposto da due primi cittadini di area Dem: «Illegittima, non ha la maggioranza assoluta»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La nomina di Fabio Albieri alla presidenza dell’Egas «è illegittima»: ne sono convinti i sindaci di Padru (Antonello Idini), Sarule (Maurizio Sirca) e Sennariolo (Giambattista Ledda) che hanno affidato a un avvocato l’incarico di presentare un ricorso al Tar contro la delibera del comitato istituzionale dell’ente di governo dell’ambito della Sardegna (dal quale dipendono le politiche sull’acqua nell’Isola) che lo scorso 10 dicembre ha portato alla guida il sindaco di Calangianus.
Non un ricorso di secondo piano: è l’emersione del fuoco che covava sotto la cenere e erode i rapporti tra il Pd e presidente della Regione Alessandra Todde. Era stata lei, la governatrice, a spingere per la conferma all’Egas di Albieri, espressione del centrodestra e destinatario dell’incarico, per la prima volta, quando a Villa Devoto c’era Christian Solinas. Una rielezione che il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Roberto Deriu, aveva commentato così: «Illegittime dal punto di vista procedurale e inopportuna dal punto di vista politico».
I sindaci Idini e Sirca, che figurano come ricorrenti, fanno parte del comitato. La prima riunione per l’elezione del presidente si era tenuta il 3 dicembre. La votazione su Albieri, spinto da Todde, si era conclusa così: 5 componenti a favore, 2 si sono astenuti, 3 componenti – tra i quali i ricorrenti – non hanno partecipato, uno ha abbandonato l’aula prima del voto. Al termine dell’espressione delle preferenze Albieri era stato dichiarato non eletto: per la proclamazione era necessaria la maggioranza assoluta. Quindi sei voti su 11, secondo i ricorrenti. La seduta non era stata chiusa e il successivo 10 dicembre sulla base della precedente votazione era stato dichiarato eletto Albieri.
«Quel che viene ora contestato non è il merito della decisione», si legge nel ricorso redatto da un avvocato cagliaritano, «ma il fatto che questa sia stata assunta senza la maggioranza dei voti richiesta dallo statuto». Nel documento si legge che «è noto che la differenza tra maggioranza assoluta e maggioranza semplice/relativa risiede nel fatto che la prima richiede il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto al voto, mentre la seconda solo quello dei partecipanti e votanti all’assemblea.
Dalla lettura dei due verbali citati, emerge che l’elezione di Albieri quale presidente, è illegittima poiché avvenuta a maggioranza semplice/relativa».
I sindaci non chiedono misure cautelari, perché la stessa Todde, il 10 dicembre «ha affermato che all’atto dell’approvazione del bilancio (che dovrà avvenire entro il 30 aprile) verrà fatta una discussione nella quale valuteremo l’elezione di un nuovo presidente», soluzione fatta propria dal «presidente della seduta, Settimo Nizzi, che ha caldeggiato l’impegno di tutti ad addivenire ad una rivisitazione e, qualora necessario, ad una nuova votazione». Nella speranza che le indicazioni «succitate trovino approdo, i ricorrenti, per adesso, evitano di chiedere una tutela interinale». Ma il ricorso sta lì.
