Sanità sarda al centro del dibattito in Consiglio regionale dove è in esame l’articolo due della Finanziaria in tema di salute. Presente in Aula la presidente della Regione e assessora ad interim Alessandra Todde.

Durante la discussione generale il centrodestra non ha risparmiato critiche sulla gestione in un anno e sette mesi, soprattutto alla luce delle sentenze della Corte Costituzionale sui commissariamenti delle Asl, e del Tar che ha ordinato il reintegro di Flavio Sensi nella Asl di Sassari. «Se tutti i dg silurati avessero seguito la strada di Sensi, sarebbero tutti reintegrati. Questo significa che si è sbagliato tutto», ha detto Antonello Peru di Sardegna al Centro 20Venti.

Per il capogruppo di FdI Paolo Truzzu, «la presidente ha sbagliato nominando un assessore che non aveva alcuna contezza del mondo in cui è stato calato. In secondo luogo, ci ha portato al quinto mese di esercizio provvisorio per fare una riforma bocciata dalla Consulta». Legge che «ha usato per cacciare i dg. Poi ha mandato via l’assessore Bartolazzi perché ha detto che la maggioranza pensava solo alle poltrone. Ha detto che interim cambio di passo».

Durissimo l’intervento di Gianni Chessa (Forza Italia): «Guardiamo la realtà. La Sardegna ha bisogno di un assessore alla Sanità che è la più grande industria perché occupa tante persone. State agevolando la sanità privata rispetto alla pubblica. Ora la invito a dimettersi da assessore e a nominare una persona capace». Detto questo, «la presidente dovrebbe darsi una calmata, non può pensare di essere il salvatore della patria, questo è delirio di onnipotenza, e di prepotenza. E le ricordo che lei sta governando grazie ai voti del Psd'Az, non grazie ai suoi voti».

Video di Stefano Fioretti

La replica di Todde

Todde ha parlato in fase di replica. «Perché il mio interim? Ho guardato agli esempi di Francesco Rocca in Lazio, di Roberto Occhiuto in Calabria, di Roberto Fico in Campania». Sui commissariamenti: «Le sentenze vanno rispettate e bisogna essere conseguenti. Ma preciso che il tema dei commissari era indispensabile anche per capire come potersi misurare. Inoltre, nella sanità regionale manca la cultura del dato, non si misura ciò che si fa. La sanità ha un problema gigantesco di processi, in Sardegna poi i territori sono in competizione».

La presidente ha poi difeso l’operato della Giunta che ha comunque portato a qualche risultato importante. Uno di questi è «l’accordo con i medici di medicina generale che ci consente di lavorare in un contesto di sburocratizzazione». Così come «l’assistenza domiciliare, strumento fondamentale per decongestionare gli ospedali. In questo settore ci sono segnali incoraggianti. Siamo passati dal 6,5 all’11 per cento». Sulle liste d’attesa Todde ha evidenziato le difficoltà: «Abbiamo Cup separati, legati a ciascuna Asl. Ogni Asl ha una sua lista d’attesa. Manca un coordinamento. Occorre cambiare il meccanismo. Anche il rapporto con il privato convenzionato va rivisto: sì alla ripartizione su richieste specifiche e non a budget».

Ma, ha concluso, «tutti devono fare fronte comune per migliorare il sistema». «I sardi guardano tutti noi. I cittadini chiedono conto a tutta la politica quando le cose non funzionano. In questa Finanziaria si stanziano 100 milioni di euro che andranno ad alimentare il fondo sanitario regionale per ottemperare alle richieste nazionali. Sulla visione complessiva sono a disposizione di tutti. Sono pronta a confrontarmi con i direttori generali. Non è un problema di casacca. Quello che importa è ciò che si vuole fare». E c’è spazio anche per l’autocritica: «Se molte cose non hanno funzionato prima, non si può dire che abbiano funzionato perfettamente anche in questi mesi. Non sono infallibile».

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