L'Aula della Camera, a voto segreto, ha approvato con 206 sì e 133 no la proposta del relatore di maggioranza nella giunta per le autorizzazioni di negare l'acquisizione delle chat del deputato ed ex sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, da parte della Procura. 

E a Montecitorio è scoppiata la bagarre. I deputati del M5s sono scesi dai loro scranni per andare sotto i banchi della maggioranza con i cellulari in alto (la campagna del Movimento #fuorilechat). A quel punto si sono levati urla e proteste e cori e la seduta è stata sospesa. Show anche dei deputati di Avs, che si sono bendati per protesta.

«Non vogliamo mai più sentire nominare Paolo Borsellino e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo perché la memoria dei servitori dello Stato appartiene a tutti», ha detto la segretaria del Pd Elly

Schlein.

«Qui oggi parliamo di uno scudo: contro il carovita, il calo degli stipendi, il crollo della produzione industriale? No, uno scudo per gli amici di partito, queste sono le priorità nei confronti dei cittadini, da cui siete distanti anni luce», le parole del leader M5s Giuseppe Conte. «La maggioranza si appresta a scudare un amichetto di partito comprimendo il diritto di difesa di un cittadino, quindi vi infischiate anche dei diritti costituzionali. Avete macchiato con disonore le istituzioni, lo scudo vi appartiene per mentalità».

La Procura voleva leggere i messaggi tra Delmastro e Mauro Caroccia, ristoratore condannato in via definitiva per reati di mafia. L’ex sottosegretario alla Giustizia aveva delle quote di un ristorante di proprietà di Miriam Caroccia, figlia di Mauro che per i pm potrebbe essere stata usata come prestanome per aprire il locale.

Quelle chat per la Procura potevano essere «fondamentali» per verificare la versione dei Caroccia e ricostruire la gestione del ristorante Bisteccherie d’Italia.

(Unioneonline)

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